Le lunghe code degli automobilisti italiani ai distributori sloveni

Oltre il confine il diesel e la benzina costano pochissimo, dopo la riduzione delle accise decisa dalla Slovenia per attenuare i rincari causati dalla guerra

Un distributore di carburante a Lubiana, capitale della Slovenia (Oliver Bunic/Bloomberg via Getty Images)
Un distributore di carburante a Lubiana, capitale della Slovenia (Oliver Bunic/Bloomberg via Getty Images)
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L’aumento del prezzo dei carburanti dovuto alla guerra in Medio Oriente ha spinto moltissimi automobilisti italiani e austriaci a oltrepassare il confine per fare rifornimento in Slovenia. Qui, come in molti altri paesi, il costo base dei carburanti è cresciuto rispetto a prima della guerra, ma il prezzo finale è rimasto vantaggioso perché a partire dal 10 marzo il governo sloveno ha cercato di mitigare i rincari riducendo le accise, cioè le imposte pagate su ogni litro di carburante. Ai distributori che si trovano vicino al confine si sono create lunghe file di auto e mezzi arrivati per fare il pieno a prezzi convenienti.

Il risparmio in effetti è notevole: oggi un litro di benzina in Slovenia costa in media 1,466 euro, contro i circa 1,8 euro dell’Italia. Un litro di diesel, invece, costa 1,528 euro in Slovenia e circa 2 euro in Italia. I distributori sloveni più affollati sono quelli vicino al confine, in particolare quelli in prossimità del comune italiano di Gorizia, tanto che mercoledì a fine giornata i benzinai di Nova Gorica, Mernico e Vencò, località slovene poco lontane dal confine, avevano esaurito le scorte di gasolio.

Un benzinaio sloveno ha detto al giornale Il Dolomiti che vicino a Gorizia e nel Collio, un’area collinare sul confine tra Italia e Slovenia, si vedono spesso in coda anche cisterne e macchine agricole. Fare il pieno a una cisterna è un’operazione lunga, motivo per cui i veicoli incolonnati per fare il pieno sono sempre numerosi. Un altro flusso di automobilisti è arrivato dall’Austria, che nella sua parte meridionale, la Carinzia, confina con la Slovenia.

In Slovenia le accise sulla benzina sono state diminuite di 2,5 centesimi per litro, quelle del diesel di 7,6 centesimi per litro. I prezzi sloveni potrebbero comunque aumentare, perché vengono corretti dallo Stato ogni due settimane, con una formula che tiene conto dei prezzi globali del petrolio e del tasso di cambio euro-dollaro.

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Negli ultimi giorni i prezzi del carburante sono aumentati perché, a causa della guerra, molte navi che trasportano petrolio sono state bloccate nello stretto di Hormuz, la cui sponda nord è controllata dall’Iran (mentre la sponda a sud è controllata da Oman ed Emirati Arabi Uniti): lo stretto è l’unico canale da cui le merci, e quindi anche il petrolio, possono uscire dal Golfo Persico via nave. La produzione di petrolio nei paesi del Golfo Persico è stata compromessa anche dagli attacchi dell’Iran, che hanno preso di mira molti impianti.