• Mondo
  • Mercoledì 11 marzo 2026

Il codice indecifrabile in farsi trasmesso via radio

Le trasmissioni sono cominciate il primo giorno della guerra in Iran, e molti pensano che sia un'operazione di intelligence

La torre della radio e televisione di stato iraniana, colpita da un bombardamento israeliano lo scorso giugno (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)
La torre della radio e televisione di stato iraniana, colpita da un bombardamento israeliano lo scorso giugno (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

La sera del 28 febbraio, il giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno cominciato a bombardare l’Iran, sulle frequenze radio a onde corte ha cominciato a essere trasmesso un messaggio radio in farsi, la lingua iraniana. Il messaggio diceva: «Tavajjoh! Tavajjoh! Tavajjoh!», che significa: «Attenzione! Attenzione! Attenzione!», e poi una lunga serie di numeri, sempre in farsi. Questo messaggio, con stringhe numeriche diverse, continua a essere trasmesso tutti i giorni, due volte al giorno. Si può ascoltare nel video qui sotto:

I radioamatori un po’ in tutto il mondo si sono accorti rapidamente di questa trasmissione e hanno capito che poteva essere rilevante. «La prima cosa che abbiamo pensato è che il segnale fosse diretto in Iran» per inviare un messaggio, dice Roberto, un radioamatore della zona di Milano che ha chiesto di non diffondere il suo cognome. Roberto sui social media è noto come @shortwave78, ed è stato uno dei primi ad attirare l’attenzione sulla trasmissione in farsi e a registrarla (il video qui sopra è suo).

Il messaggio in farsi è trasmesso da una Number Station, cioè da un tipo di stazione radio clandestina che veniva usato soprattutto durante la Guerra fredda per trasmettere messaggi d’intelligence in codice. Le Number Station sono stazioni radio in onde corte, che hanno una frequenza molto elevata e possono essere trasmesse e ricevute a grandissime distanze, anche intercontinentali, con poca potenza. La loro caratteristica principale è proprio questa: possono essere ascoltate liberamente e molto facilmente da chiunque abbia apparecchi radio anche molto economici. Solo che il loro messaggio può essere compreso soltanto da chi ha il codice per decifrarlo.

Le trasmissioni delle Number Station sono tutte strutturate alla stessa maniera: un messaggio iniziale per comunicare l’inizio del codice (nel caso della trasmissione in farsi è «Tavajjoh!», in altri sono parole simili, o le prime note di una canzone), e poi lunghe stringhe di numeri. Le stringhe sono messaggi cifrati.

Il funzionamento è molto simile a quello che si vede in molti film di spionaggio ambientati durante la Guerra fredda: l’agente apre la sua ricevente radio e si annota la stringa di numeri che viene trasmessa dall’altra parte del mondo. Tutti possono ascoltare la trasmissione, ma soltanto l’agente possiede il codice per decifrarla. Il sistema di cifratura si chiama “one-time pad” ed è apparentemente molto semplice: a ciascun numero corrisponde una lettera dell’alfabeto. Se però soltanto chi invia il messaggio e chi lo riceve possiedono la chiave di cifratura – che può essere anche molto lunga – il messaggio segreto sarà di fatto impossibile da decifrare per chiunque altro (a patto che la stessa chiave non venga riutilizzata più volte).

Sotto questo punto di vista, le Number Station sono più sicure dei sistemi di comunicazione digitale: non soltanto perché il messaggio è impossibile da decifrare senza la chiave, ma anche perché è impossibile risalire a chi sia il destinatario, visto che la trasmissione è pubblica. Quasi tutti i sistemi digitali, invece, lasciano delle tracce.

Le Number Station erano molto usate durante la Guerra fredda, anche se non sono mai state riconosciute da nessun governo. Dagli anni Novanta in avanti il loro numero è calato, ma alcune sono ancora attive in Russia, in Polonia e a Taiwan, dice Roberto. Sono ascoltate da una vasta comunità di radioamatori in tutto il mondo, che captano i messaggi, cercano di capirne la provenienza e studiano le loro variazioni.

Le Number Station sono molto poche e per funzionare hanno bisogno di strumentazione professionale, in dotazione solitamente agli stati o alle grandi radio come la BBC britannica. Ci sono stati in passato gruppi privati che hanno utilizzato strumentazioni professionali per mandare segnali di questo tipo, ma in questo caso la durata e le caratteristiche tecniche della trasmissione rendono improbabile che si tratti di uno scherzo o del lavoro di un hobbista casuale.

Per questo, quando il primo giorno di guerra è cominciata una nuova trasmissione proprio in farsi, dapprima i radioamatori e poi i giornalisti specializzati hanno capito che poteva essere qualcosa di importante.

L'edificio della radio e televisione di stato iraniana, colpito da un bombardamento israeliano lo scorso giugno (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

L’edificio della radio e televisione di stato iraniana, colpito da un bombardamento israeliano lo scorso giugno (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

La Number Station in farsi è stata chiamata V32, e le ipotesi su cosa possa essere sono principalmente due.

Primo, che sia una comunicazione inviata dall’interno dell’Iran verso l’esterno, con l’obiettivo per esempio di comunicare con agenti iraniani all’estero. È un’ipotesi di cui si è parlato anche negli Stati Uniti, ma che è ritenuta poco plausibile dalla comunità dei radioamatori. Questo perché tra il 4 e il 7 marzo la comunicazione ha subìto delle interferenze (in gergo jamming) con lo scopo di oscurarne il contenuto e che molto probabilmente provenivano proprio dall’Iran.

Dice Roberto: «Per suono, larghezza di banda, modo di emissione e impronta che lascia sull’analizzatore di spettro è lo stesso jamming che l’Iran usa quotidianamente per oscurare Radio Farda», una radio in farsi finanziata dagli Stati Uniti e osteggiata dal regime iraniano. È improbabile che l’Iran invii una comunicazione per poi auto-oscurarsela.

Dopo un paio di giorni di interferenza, la trasmissione è riapparsa su un’altra frequenza (prima era su 7.910 kHz, poi è passata su 7.842 kHz).

La seconda ipotesi, ritenuta molto più probabile, è che la trasmissione venga da fuori e che sia indirizzata verso l’Iran: questo spiegherebbe anche perché l’Iran ha provato a oscurarla. Secondo Priyom, un gruppo di radioamatori specializzati in Number Station, la trasmissione potrebbe essere il risultato di un’operazione di intelligence, il lavoro di un gruppo di opposizione che cerca di comunicare all’interno dell’Iran aggirando il blocco di internet, oppure un’operazione psicologica di depistaggio, per creare confusione nell’avversario.

La comunità dei radioamatori ha anche provato a usare dei sistemi di triangolazione per capire da dove venga il segnale: in pratica, si misura il ritardo con cui le onde radio raggiungono le varie parti del mondo, calcolando così il punto approssimato di origine. Il punto individuato è l’Europa centrale, più o meno tra il nord Italia, l’ovest della Germania e il Belgio. La triangolazione fatta con sistemi amatoriali però è estremamente approssimativa, e non può essere ritenuta davvero affidabile.

V32 trasmette due volte al giorno: alle 2 del mattino e alle 18, ora di Londra. Il giorno dopo, il messaggio cambia.