Il governo italiano ha comprato un dipinto di Caravaggio per 30 milioni di euro

Un dettaglio del ritratto di Maffeo Barberini, dipinto da Caravaggio attorno al 1598 (Wikimedia Commons)
Un dettaglio del ritratto di Maffeo Barberini, dipinto da Caravaggio attorno al 1598 (Wikimedia Commons)

Lo Stato italiano ha comprato per 30 milioni di euro il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, un dipinto di Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, il famosissimo pittore vissuto tra il Cinquecento e il Seicento. È uno degli unici tre ritratti attribuiti con certezza all’artista, all’interno di una raccolta di opere già piuttosto limitata, composta da circa 65 dipinti conservati in tutto il mondo. Il quadro faceva parte di una collezione privata: adesso sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma ed entrerà a far parte della collezione di Palazzo Barberini, dove sono già presenti altre opere dello stesso pittore.

Il ritratto di Maffeo Barberini (Wikimedia Commons)

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha detto che le trattative per l’acquisto con i proprietari erano andate avanti per più di un anno. L’opera risale al 1598 circa e ritrae Monsignor Maffeo Barberini all’età di circa trent’anni, dopo la nomina a chierico della Camera apostolica, cioè l’ufficio che amministrava i beni dello Stato Pontificio: in seguito diventò prima cardinale e nel 1623 papa, con il nome di Urbano VIII.

Solo un mese fa il governo italiano aveva comprato per 14,9 milioni di euro un altro dipinto, datato intorno al 1460: una versione dell’“Ecce Homo” del pittore Antonello da Messina. Anche questa opera era considerata molto preziosa, vista la scarsità dei dipinti attribuiti all’artista: il ministero l’aveva acquistata da Sotheby’s, una delle più prestigiose case d’aste internazionali di arte, durante un’asta che si era tenuta a New York.

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