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  • Lunedì 9 marzo 2026

Anche il sindaco di Crans-Montana è indagato per l’incendio del Constellation

Nicolas Féraud dovrà rispondere per i mancati controlli sulla sicurezza nel locale dove la notte di Capodanno sono morte 41 persone

Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud (EPA/CYRIL ZINGARO)
Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud (EPA/CYRIL ZINGARO)
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Nicolas Féraud, il sindaco di Crans-Montana, è stato indagato dalla procura svizzera del Canton Vallese che sta ricostruendo le responsabilità dell’incendio divampato nella notte di Capodanno al Constellation, dove sono morte 41 persone e ne sono rimaste ferite 115. Il sindaco dovrà spiegare come mai dal 2019 al 2025 nessun funzionario del comune aveva controllato le misure di sicurezza all’interno del locale.

L’incendio si è sviluppato all’1:30 della notte di Capodanno nel seminterrato, dove moltissime ragazze e ragazzi stavano festeggiando. I video diffusi nelle ore successive all’incendio hanno permesso di ricostruire le cause: tutto è partito dalle scintille di candele pirotecniche tenute troppo vicine al soffitto ricoperto da pannelli di spugna fonoassorbenti, ma evidentemente non ignifughi. Nel giro di poco tempo l’incendio si è esteso a tutto il locale e le persone sono rimaste bloccate sulla scala per salire al piano terra. L’uscita di sicurezza del seminterrato era bloccata.

– Leggi anche: Le foto dell’interno del locale Le Constellation dopo l’incendio

La procura aveva già indagato quattro persone: i due coniugi proprietari del Constellation, Jacques Moretti e Jessica Maric, insieme a un ex funzionario del comune, Ken Jacquemoud, e all’attuale capo del servizio di sicurezza pubblica del comune, Christophe Balet.

Oltre a Féraud, le indagini sono state estese ad altre quattro persone: Kévin Barras, fino al 2024 consigliere nella giunta di Crans-Montana con deleghe sulla sicurezza e oggi deputato supplente al parlamento cantonale; Pierre Albéric Clivaz, ex capo dei vigili del fuoco di Chermignon, comune poi fuso con Crans-Montana, e anche lui ex responsabile della sicurezza; Rudy Tissières, già addetto alla sicurezza di Crans-Montana, e Baptiste Cotter, l’attuale funzionario addetto alla sicurezza. Come i primi quattro indagati, sono tutti accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi.

Nelle fasi iniziali delle indagini Balet aveva detto che il comune non aveva personale sufficiente per eseguire tutte le ispezioni necessarie e che il problema era noto da anni: a fronte di circa 500 ispezioni da fare ogni anno, nel 2025 ne erano state effettivamente eseguite solo 119.

Dopo quello del 2019, il successivo controllo al Constellation era previsto per il 2026, perché l’impiego di un nuovo software aveva rallentato la programmazione dei controlli, obbligando il comune a stabilire i luoghi a cui dare la priorità. Tra questi luoghi non c’era il Constellation.

Anche Jacquemoud, predecessore di Balet, aveva detto che al comune di Crans-Montana mancava personale qualificato e che lui lo aveva fatto presente al sindaco Nicolas Féraud in alcune relazioni. Aveva anche spiegato, però, che i pannelli di spugna non erano tra gli elementi che venivano valutati durante i controlli. I proprietari hanno spiegato che non erano mai state organizzate prove di evacuazione perché nessun funzionario comunale o vigile del fuoco aveva detto loro che fosse necessario farle, ma la legge le prevedeva.