Il ritorno in sordina di Harry Styles
Il suo nuovo album è un po' meno orecchiabile e un po' più sperimentale del solito: i fan lo stanno amando molto, la critica un po' meno

Harry Styles è una delle popstar maschili più famose e influenti della sua generazione, ha una fanbase enorme e radicata in tutto il mondo e non pubblicava nuova musica dal 2022, quando era uscito Harry’s House con “As It Was”, il suo singolo di maggior successo e uno dei più amati del pop di questo decennio. In questi quattro anni, Styles ha diradato moltissimo le sue apparizioni pubbliche per dedicarsi ad altre passioni, dalle maratone allo studio della lingua italiana. Per tutti questi motivi c’erano grosse aspettative attorno a Kiss All the Time. Disco, Occasionally, il suo ultimo album, uscito il 6 marzo.
Era il disco pop più atteso del 2026, e come da previsioni sta avendo un successo commerciale enorme: per dare l’idea, attualmente le 12 canzoni di Kiss All the Time. Disco, Occasionally sono tra le 50 più ascoltate al mondo su Spotify. Tuttavia, nonostante l’enorme (e prevedibile) riscontro di pubblico, l’album è stato accolto in maniera più tiepida del solito dalla critica mainstream, che tende spesso a stravedere per le novità che arrivano dal pop e ancor di più quando vengono realizzate da popstar di enorme seguito come Styles.
Le recensioni uscite finora lo hanno definito un disco spiazzante, lontano dal pop rock melodico e nostalgico che Styles aveva proposto negli ultimi anni, e in particolare da quello di Harry’s House.
Kiss All the Time. Disco, Occasionally è un progetto prevalentemente elettronico e incentrato sui sintetizzatori: nonostante sia un disco “ballabile”, al netto di alcune eccezioni (come “Ready, Steady, Go!” e “Pop”) contiene poche concessioni all’orecchio ed è quasi privo di ritornelli. Anche i testi si discostano abbastanza da quelli degli altri dischi di Styles: pur non essendo particolarmente difficili o oscuri, sono meno immediati e meno decifrabili al primo ascolto.
Styles ha detto di essersi lasciato ispirare dagli LCD Soundsystem, un famoso e apprezzato gruppo indie rock statunitense, e dai lavori più sperimentali dei Radiohead (il batterista di sei delle dodici canzoni del disco è Tom Skinner, che collabora con Thom Yorke e Jonny Greenwood negli Smile). Ma nel disco ci sono anche evidenti richiami alla musica di altri gruppi, come gli MGMT e i The 1975, e alla cultura dei club di Berlino, una città che Styles ha visitato spesso negli ultimi quattro anni (così come Roma).
L’impressione insomma è che Styles abbia voluto realizzare un album più ricercato, complesso e criptico, che da un lato rinnovasse il suo stile e dall’altro rispecchiasse i suoi gusti personali. Non tutti i critici hanno apprezzato il tentativo: Chris DeVille di Stereogum ha detto che Styles ha provato a riempire il disco di «passaggi intricati, ma costruiti senza convinzione». «Avrebbe potuto funzionare se ci fossero stati dei ritornelli efficaci. In caso contrario, anche un po’ di attitudine avrebbe potuto dare slancio a queste canzoni. Ma Kiss All The Time è privo sia di melodia che di idiosincrasia», ha aggiunto.
Shaad D’Souza di Pitchfork, una rivista che finora aveva trattato Styles molto bene, ha scritto che «il dance pop decaffeinato del quarto album di Harry Styles è semplicemente anonimo». E anche secondo il critico del Guardian Alexis Petridis Kiss All the Time. Disco, Occasionally è un disco ambizioso e lodevole nelle intenzioni, ma vacuo e manierista nell’esecuzione.
Al contrario, Joe Levy di Rolling Stone ha attribuito all’album il massimo del punteggio, cinque stelle su cinque. Levy ha apprezzato soprattutto il tentativo di Styles di puntare molto meno sul culto della sua immagine e molto più sulla sostanza: «La voce di Styles a volte è messa in secondo piano rispetto alla musica, è filtrata, quasi sepolta nel missaggio. Anche gli hook [le linee melodiche], e ce ne sono parecchi, rimangono sullo sfondo rispetto a groove ed effetti “sporchi”. È musica che vuole essere, più che significare».
Styles ha 32 anni e da quando, nel 2017, è uscito il suo primo singolo da solista, “Sign of the Times”, ha raggiunto un pubblico enorme, arrivando a riempire da solo stadi più grandi di quelli dove aveva suonato con gli One Direction, la boy band con cui iniziò la sua carriera. Negli anni ha affiancato alla carriera da musicista quella da attore, partecipando a film come Dunkirk di Christopher Nolan e Don’t worry darling di Olivia Wilde.
Styles ha un rapporto strettissimo con i suoi fan, e a livello musicale tutti gli album che ha pubblicato – Harry Styles, Fine Line e Harry’s House – sono stati accolti favorevolmente dalla critica e dal pubblico, portandolo a vincere anche diversi Grammy, cioè i principali premi dell’industria discografica statunitense che vengono assegnati tenendo in conto soprattutto le vendite e la popolarità e meno i giudizi della critica.
Nel 2021 Styles aveva ottenuto quello per la miglior interpretazione pop solista per la canzone “Watermelon sugar”, uno dei tormentoni estivi di quell’anno; nel 2023 Harry’s House era stato scelto come album dell’anno. Per mesi, tra il 2022 e il 2023, era stato difficilissimo ascoltare la radio senza sentir passare almeno una volta il suo singolo “As it was”. Oltre che per il successo delle sue canzoni, Styles ha attirato molto attenzione per il suo stile da “uomo della sua generazione”. È diventato un modello di mascolinità non tradizionale e un sostenitore di cause vicine al femminismo e alla comunità LGBTQ+.
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Styles ha detto spesso di avere un legame speciale con l’Italia e che è il posto dove ha vissuto i momenti più felici della sua vita. Negli ultimi anni ha trascorso lunghi periodi a Roma, dove accade spesso che venga riconosciuto dai fan mentre passeggia o corre, seduto in bar e ristoranti, in mezzo ad altre persone, come se non fosse uno dei cantanti più famosi al mondo.
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