Alle elezioni in Colombia il partito del presidente Petro è stato il più votato, ed è emerso un nuovo nome in vista delle presidenziali

A scrutinio quasi completato, la coalizione di sinistra Pacto Histórico del presidente colombiano Gustavo Petro ha ottenuto il 22,7 per cento dei voti alle elezioni parlamentari che si sono appena tenute in Colombia, consolidandosi come forza politica più importante del paese. Domenica si votava sia per eleggere 103 senatori e 183 deputati, sia per scegliere i candidati al primo turno delle prossime elezioni presidenziali per tre diverse coalizioni.
Con più di 4 milioni di voti su 20,8 milioni di votanti, contro i 2,8 milioni ottenuti alle elezioni di quattro anni fa, Pacto Histórico ha aumentato i propri seggi al Senato (da 20 a 25). Il secondo più votato è stato il partito conservatore Centro Democrático, dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, con il 15,6 per cento dei voti, mentre la terza forza politica più votata è stata il Partido Liberal Colombiano, di centrosinistra, fermo all’11,7. Il Centro Democrático invece è stato il partito più votato alla Camera, con il 13,6 per cento dei voti, contro il 4,6 per cento di Pacto Histórico, quinto. Con oltre 700mila voti ha superato la soglia minima anche l’estrema destra di Salvación Nacional, che ha ottenuto un seggio alla Camera e quattro al Senato.
Il voto per la scelta dei candidati per le elezioni presidenziali del prossimo 31 maggio (un processo simile a quello delle primarie in altri paesi) è invece stato vinto dalla senatrice Paloma Valencia per Centro Democrático; dalla ex sindaca di Bogotà Claudia Lopez per la coalizione centrista; e da Roy Barreras per il Frente por la Vida, di sinistra.
Tra questi, Valencia è quella ad aver vinto più nettamente e che si pensa possa competere con altri due candidati molto popolari, che non hanno partecipato alle primarie ma si presenteranno direttamente al voto: Iván Cepeda, il candidato di Pacto Histórico considerato in continuità con Petro, e Abelardo de la Espriella, un avvocato e ammiratore di leader di destra come Donald Trump, Giorgia Meloni e Nayib Bukele di El Salvador. I candidati alle presidenziali saranno in totale una decina.


