Chi è Balendra Shah, l’ex rapper ed ex sindaco che governerà in Nepal
Nelle prime elezioni dopo le proteste giovanili di settembre, ha stravinto un partito nuovo con un candidato giovane e molto popolare

In Nepal il conteggio dei voti delle elezioni di giovedì non è ancora terminato e potrebbe andare avanti per giorni. Le proiezioni però danno in netto vantaggio il partito di centro Rastriya Swatantra (RSP) e il suo candidato primo ministro Balendra Shah: 35enne che faceva il rapper ed è stato poi sindaco della capitale Katmandu. RSP avrà almeno 117 posti nella camera bassa del parlamento – quella per cui si vota – su 265, e potrebbe ottenerne altri 8.
È un enorme cambiamento per un paese come il Nepal, che fino a pochi mesi fa era guidato da una classe politica vecchia e corrotta, composta da tre partiti storici – due comunisti e uno di centrosinistra – combinati di volta in volta in coalizioni. RSP è infatti un partito nato meno di 4 anni fa e ha saputo approfittare della spinta data dalle proteste giovanili che a settembre avevano portato il governo a dimettersi, puntando sulla giovane età dei propri candidati e sulla grande popolarità di Shah.
Balendra Shah, anche noto come Balen, ha studiato come ingegnere ma è diventato famoso in Nepal per la sua attività da rapper, durata diversi anni. Nei testi delle sue canzoni parlava spesso della povertà e della corruzione radicate nel paese: uno dei suoi pezzi, “Nepal Smiling”, è diventato un inno della sua campagna, e altri hanno milioni di visualizzazioni su YouTube. Nel 2022 si buttò in politica e si candidò come sindaco di Katmandu, la capitale nepalese, dove vinse con una netta maggioranza.
In questi anni si è distinto per alcuni provvedimenti che hanno portato la città ad apparire più pulita, come la rimozione degli edifici abusivi e una miglior gestione del sistema di raccolta dei rifiuti. Si è costruito un’immagine piuttosto riconoscibile, andando in giro sempre vestito di nero, con gli occhiali da sole in ogni circostanza e con una piccola squadra di social media manager. Al contempo è stato criticato per aver ignorato le istanze delle fasce più povere della popolazione, come i venditori di strada e gli abitanti delle baraccopoli che ha semplicemente fatto smantellare. Sui social ha spesso toni molto bellicosi e poco adatti al ruolo istituzionale che punta a ricoprire.
La popolarità di Shah ebbe una spinta con le proteste di settembre, che iniziarono quando il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli, che ha 74 anni ed era al suo terzo mandato, decise di vietare l’uso di vari social network. In pochi giorni le proteste diventarono molto partecipate, soprattutto dai giovani, trasformandosi in contestazioni contro il governo. I manifestanti assaltarono e incendiarono anche alcuni edifici governativi, tra cui il complesso presidenziale. La polizia rispose con la forza e circa 70 persone furono uccise. Shah parlò subito in sostegno delle proteste e dei manifestanti e chiamò Oli «terrorista».
Dopo che le proteste portarono alla caduta del governo di Oli, il presidente del Nepal nominò prima ministra l’ex presidente della Corte suprema Sushila Karki e lei proclamò nuove elezioni. Shah si è candidato nello stesso distretto di Oli, quello di Jhapa, con l’intenzione di batterlo direttamente, cosa che è effettivamente successa: sabato la commissione responsabile delle elezioni in Nepal ha comunicato che Shah ha preso 68.348 voti e Oli 18.734.

Balendra Shah viene riconosciuto come vincitore nel distretto di Jhapa, contro l’ex primo ministro Khadga Prasad Oli (AP Photo/Umesh Karki)
Nel 2022 Shah si era candidato come sindaco da indipendente ma per queste elezioni si è presentato col partito RSP, fondato nel 2022 da un ex presentatore televisivo, Rabi Lamichhane. Lamichhane è coinvolto in una serie di casi giudiziari e tra le altre cose è accusato di frode: dopo alcuni anni in carcere è tornato libero e dopo il successo del suo partito a queste elezioni entrerà in parlamento. RSP si presenta come un partito trasparente, tecnologico e molto presente online, con tanti candidati giovani, presi in gran parte dal gruppo che ha sostenuto e affiancato Shah nei suoi anni da sindaco.
Le elezioni di giovedì porteranno alla formazione di una nuova Camera dei rappresentanti, composta da 275 parlamentari. Di questi 165 verranno scelti direttamente in base ai voti e 110 con un sistema proporzionale, i cui risultati verranno comunicati a conteggi conclusi. Anche con una larga maggioranza di RSP un eventuale nuovo governo guidato da Shah dovrà comunque scendere a compromessi con gli altri partiti. In queste elezioni infatti non si rinnovavano i membri dell’Assemblea Nazionale, la camera alta del parlamento, dove RSP non ha nemmeno un rappresentante.

Katmandu, Nepal (AP Photo/Niranjan Shrestha)



