Com’è fatta la fregata italiana Martinengo che è stata mandata a Cipro

Soprattutto, cos'è una fregata? E di che armi è dotata questa in particolare?

La nave Martinengo (Wikimedia Commons)
La nave Martinengo (Wikimedia Commons)

Giovedì il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto aveva annunciato che l’Italia avrebbe mandato non meglio specificati «assetti navali» a Cipro, lo stato insulare che fa parte dell’Unione Europea attaccato dall’Iran due giorni prima. La nave scelta per dare assistenza militare è la fregata Martinengo, già partita dalla base navale di Taranto, dove era ormeggiata. Sulla nave ci sono circa 160 marinai, che si coordineranno con gli equipaggi delle navi mandate dagli altri paesi europei che partecipano alla missione (Francia, Spagna e Paesi Bassi).

Non è la prima volta che la Martinengo svolge missioni di questo tipo: nel 2024 aveva partecipato all’operazione Aspides nel mar Rosso, per proteggere le navi commerciali dagli attacchi degli Houthi.

La nave è intitolata a Federico Martinengo, marinaio e aviatore morto in guerra il 9 settembre 1943. Fa parte del programma italo-francese chiamato FREMM (fregate europeee multi-missione), con cui le industrie della difesa dei due paesi collaborano per produrre navi militari. In genere le fregate sono navi di dimensioni inferiori rispetto alle portaerei e ai cacciatorpedinieri, ma svolgono ruoli importanti di difesa e sono molto versatili: possono dare la caccia ai sommergibili, trasportare e utilizzare sistemi per abbattere droni e missili e scortare navi più grandi e vulnerabili, come appunto le portaerei.

Il termine fregata ha un’origine incerta, viene probabilmente dal greco aphrakta con cui ci si riferiva alle navi leggere e senza ponte, quindi non coperte. Da questo termine greco il latino avrebbe mutuato aphractus, che era una specie di galea, una nave militare leggera a remi e vela. Per molto tempo le fregate furono appunto navi relativamente piccole, poi negli ultimi decenni sono cresciute e si sono irrobustite, arrivando a volte a essere grandi quasi quanto i cacciatorpedinieri e a svolgere funzioni simili di difesa e scorta di altre navi.

La fregata Martinengo è stata costruita negli stabilimenti di Fincantieri a Riva Trigoso e Muggiano (entrambi in Liguria) e varata nel 2017. È lunga 144 metri (un campo da calcio e mezzo, per usare un’unità di misura nota a molti) e larga quasi venti. La sua velocità massima è di circa 27 nodi, cioè 50 chilometri orari. Monta cannoni MCGS (Multi-Caliber Gun System), prodotti dall’azienda italiana Leonardo: possono sparare fino a 120 colpi al minuto e cambiare tipo di munzioni senza interrompere il ciclo di fuoco.

È equipaggiata con il sistema missilistico SAAM-ESD, in grado di difendere non solo la nave in cui è integrato ma anche quelle vicine attraverso i missili Aster 15, che arrivano a un massimo di 30 chilometri, e gli Aster 30, che invece hanno una gittata massima di 120 chilometri. Con questi missili si possono contrastare aerei, droni e missili anti-nave. Gli Aster vengono puntati e guidati da un radar avanzato prodotto da Leonardo, il MFRA (Main Functional Radar Active), che ha un raggio di 250 chilometri e può seguire più di trecento bersagli contemporaneamente.

Oltre ai cannoni, i sistemi di attacco sono principalmente due: il SSGWS (Surface to Surface Guided Weapon System) e il Marte. Il primo è costituito dal missile anti-nave Teseo, che può colpire fino a 180 chilometri dal punto di lancio e vola a pochi metri dal pelo dell’acqua per sfuggire ai radar, viaggiando a velocità elevatissime (Mach 0,9, dove Mach 1 corrisponde alla velocità del suono). I missili Marte sono invece più leggeri e hanno una gittata inferiore, nel caso della Martinengo sono montati su elicotteri.

Il motto della nave è “sufficit animus”, un’espressione latina piuttosto nota e con varie sfumature, riconducibile a Seneca ma diventata nota in ambito militare grazie a Gabriele D’Annunzio all’inizio del Novecento. Il senso del motto è «basta il coraggio».