Alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi ci saranno molti assenti

Diversi paesi la boicottano per la presenza di Russia e Bielorussia con bandiere e inni ufficiali, e in più ci sono problemi all'apparenza logistici

Turisti nell’arena di Verona, sede della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, 10 dicembre 2025 (AP Photo/Luca Bruno)
Turisti nell’arena di Verona, sede della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, 10 dicembre 2025 (AP Photo/Luca Bruno)
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La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano Cortina, programmata per le 20:00 di venerdì all’arena di Verona, sarà molto meno partecipata del previsto perché mancheranno atleti e rappresentanti di Stato. Il motivo è soprattutto politico: alcuni governi hanno deciso di boicottare l’evento in segno di protesta, perché il comitato paralimpico internazionale ha permesso a sei atleti russi e quattro bielorussi di partecipare ai Giochi rappresentando i propri paesi. Alla cerimonia mancheranno anche gli atleti che fanno da portabandiera, per motivi formalmente logistici, ma che molto probabilmente hanno a che fare sempre con il boicottaggio.

La decisione del comitato comporta che Russia e Bielorussia parteciperanno alle gare usando l’inno, la bandiera e la divisa dei propri paesi e non come atleti individuali e neutrali, come avevano fatto durante le Olimpiadi appena concluse e come era accaduto in quasi tutti gli eventi sportivi internazionali dall’invasione russa dell’Ucraina (e prima ancora dai casi legati al doping di stato russo).

In una conferenza stampa che si è svolta giovedì, il portavoce del comitato paralimpico Craig Spence ha detto che oltre all’Ucraina i paesi che hanno deciso di boicottare la cerimonia sono l’Estonia, la Finlandia, la Lettonia, la Lituania, la Repubblica Ceca e la Polonia. I primi quattro non trasmetteranno la cerimonia in televisione, mentre la Polonia interromperà la diretta quando sfileranno le bandiere russa e bielorussa e trasmetterà un messaggio per gli spettatori.

La Francia invece ha deciso di non inviare i propri rappresentanti istituzionali alla cerimonia, per motivi dichiaratamente politici, ma ha lasciato i propri atleti liberi di decidere se andare o no. Canada, Regno Unito e Germania non porteranno all’evento i propri atleti, secondo Spence per alcune difficoltà negli spostamenti tra Verona e le sedi di gara, che sarebbero impegnativi anche considerando che le gare iniziano sabato, il giorno dopo.

È lo stesso motivo con cui il comitato paralimpico ha spiegato la decisione di far sfilare i volontari al posto degli atleti come portabandiera. Si sapeva che alcuni atleti designati come portabandiera sarebbero riusciti a partecipare, mentre altri non avrebbero fatto in tempo a spostarsi ed essere pronti poi per le gare della mattina successiva, quindi il comitato ha deciso per una questione di uniformità di non farne sfilare nessuno. Le defezioni si sapevano da tempo, eppure la decisione del comitato è arrivata solo in questi giorni, dopo la notizia del boicottaggio.

Il presidente del comitato paralimpico Andrew Parsons si è detto molto sorpreso del boicottaggio, perché la decisione di far partecipare gli atleti russi e bielorussi era stata presa già cinque mesi fa, a settembre del 2025, con la votazione della maggioranza dell’assemblea generale del comitato, a cui erano presenti 177 membri su 211.

Sull’Ucraina ci sono state altre polemiche, perché il comitato paralimpico aveva vietato agli atleti ucraini di indossare per la cerimonia una divisa che riportava la mappa dell’Ucraina con tutti i territori amministrati, compresi il Donbas e la Crimea, occupati dalla Russia. Spence ha detto che le uniformi non rispettavano le linee guida stabilite dal comitato, che prevedono il divieto di inserire testi degli inni, slogan e messaggi politici legati all’identità nazionale.

Anche alle Olimpiadi di Milano Cortina c’era stato un caso politico che aveva riguardato l’Ucraina: la squalifica dell’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych perché, nonostante il divieto del comitato olimpico, aveva deciso di indossare durante le gare un casco con le fotografie di 21 atlete e atleti ucraini uccisi dalla Russia durante la guerra.