Cuba ha accusato di terrorismo sei persone che avevano tentato un attacco in motoscafo la settimana scorsa

Cuba ha accusato di terrorismo sei persone che secondo il governo la settimana scorsa avevano provato a infiltrarsi sull’isola a bordo di alcuni motoscafi e pesantemente armate. Secondo la ricostruzione del governo, che è l’unica disponibile, il gruppo era partito dalla Florida, negli Stati Uniti, e una volta in acque cubane aveva cominciato a sparare contro la Guardia Costiera cubana, che aveva risposto uccidendo 4 delle persone a bordo dei motoscafi e ferendo e arrestando gli altri 6 (quelli poi incriminati per terrorismo). Secondo Cuba gli uomini hanno fatto questa operazione per destabilizzare il governo cubano.
La vicenda ha attirato molta attenzione perché è avvenuta in un momento particolare nei rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti (che stanno facendo forti pressioni sul regime cubano, nonostante qualche segnale di distensione), ma anche per la ricostruzione non totalmente coerente che ne ha dato il governo cubano. Le persone coinvolte erano molto armate – secondo i procuratori cubani avevano tra le altre cose 13 fucili e 11 pistole – ma allo stesso tempo erano evidentemente impreparate per la loro presunta missione, visto che sono state prontamente scoperte e neutralizzate dalle autorità di Cuba. Inoltre il governo cubano aveva inizialmente detto che tra gli arrestati c’era Roberto Azcorra Consuegra, un noto attivista contro il regime cubano che però in quel momento si trovava a casa sua a Miami, come ha scoperto il New York Times. Il governo cubano ha poi ammesso l’errore.
Le sei persone sono tutte esuli cubani e sono state messe in detenzione preventiva. Al momento il governo cubano non ha detto dove si trovino e quali siano le loro condizioni. Se verranno riconosciuti colpevoli potrebbero ricevere una condanna fino a 30 anni di carcere o la pena di morte, che è prevista dell’ordinamento penale cubano ma è di fatto sospesa. L’ultima condanna a morte è stata eseguita nel 2003.


