È stata confermata la condanna dei membri del partito greco di estrema destra Alba Dorata per aver fatto parte di un’organizzazione criminale

Il fondatore di Alba Dorata Nikolaos Michaloliakos nel 2020 (AP/Thanassis Stavrakis)
Il fondatore di Alba Dorata Nikolaos Michaloliakos nel 2020 (AP/Thanassis Stavrakis)

Mercoledì la Corte d’appello di Atene ha confermato le condanne di 42 membri del partito greco di estrema destra Alba Dorata per aver diretto o partecipato a un partito riconosciuto come un’organizzazione criminale. Nel 2020 erano stati condannati i leader del partito, in un processo in cui inizialmente gli imputati erano 68. Dopo quella sentenza, il partito era stato sciolto.

La Corte ha confermato inoltre la condanna per sette ex dirigenti del partito, tra cui il fondatore Nikolaos Michaloliakos, che a settembre aveva ottenuto il permesso di scontare in detenzione domiciliare gli 8 anni restanti della sua pena. Per Giorgos Roupakias, uno dei militanti più violenti del partito, è stata anche confermata la condanna all’ergastolo per l’omicidio del rapper di sinistra Pavlos Fyssas, avvenuta nel 2013.

Alba Dorata era un partito politico greco di estrema destra dalle idee neonaziste e xenofobe. Era stato fondato nel 1993 ma aveva assunto una certa rilevanza solo dopo la crisi finanziaria del 2008, riuscendo anche a risultare il terzo partito del paese alle elezioni del 2015. Il processo d’appello era iniziato nel 2022, dopo che le persone condannate avevano fatto ricorso contro la sentenza di primo grado.