Il birrificio scozzese BrewDog è stato venduto all’azienda farmaceutica statunitense Tilray

L’azienda farmaceutica statunitense Tilray, che si occupa in particolare di cannabis terapeutica, ha acquistato il noto marchio di birra scozzese BrewDog, il suo birrificio di Ellon, in Scozia, e 11 dei suoi pub tra Regno Unito e Irlanda con un accordo da 33 milioni di sterline (circa 38 milioni di euro). L’accordo prevede che 38 pub a marchio BrewDog nel Regno Unito vengano chiusi, e che 484 persone licenziate; altri 18 locali tra quelli nel Regno Unito e all’estero invece continueranno a rimanere aperti. Quelli che erano stati aperti in Italia qualche anno fa, a Bologna, Firenze e Roma, erano già chiusi da tempo.
BrewDog fu fondata nel 2007 a nord di Aberdeen da James Watt e Martin Dickie, che al tempo erano 24enni e cominciarono a fare birra con un approccio controcorrente, con l’idea di ribaltare il settore nel Regno Unito. Ottennero fin da subito un grande successo anche grazie a una comunicazione informale e a campagne pubblicitarie brillanti, seppur controverse, con il risultato che BrewDog oltre a produrre birra arrivò ad avere più di cento pub in oltre cinquanta paesi al mondo, di cui una sessantina nel Regno Unito. Nel 2017 il 22 per cento dell’azienda fu venduto alla società di investimenti TSG Consumer Partners.
Da allora però tra alcuni scandali, accuse di bullismo sul posto di lavoro e una crisi dei profitti le cose si erano messe male, e il mese scorso BrewDog aveva incaricato la società di consulenza finanziaria AlixPartners di cercare nuovi investitori interessati all’acquisto della società. Tilray, che gestisce già alcuni marchi di birre artigianali statunitensi, ha detto che sta ancora negoziando con AlixPartners un accordo per i locali con marchio BrewDog negli Stati Uniti e in Australia.
Tra il 2009 e il 2021 BrewDog aveva anche avviato un programma di investimenti chiamato “Equity for Punks” (traducibile più o meno come “capitale per i punk”) per raccogliere fondi tra i suoi sostenitori in cambio di sconti e altri vantaggi. All’iniziativa avevano partecipato più di 200mila persone, ma AlixPartners ha detto che nessuna di queste otterrà niente dall’accordo di vendita.
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