Il nuovo modo di scommettere che sta dilagando negli Stati Uniti
I “prediction market” consentono di puntare su quanti tweet farà Elon Musk o sul giorno dell'attacco all'Iran, e hanno sempre più influenza

Il 31 dicembre scorso un utente di Polymarket scommise circa 32mila dollari sulla destituzione di Nicolás Maduro, allora presidente del Venezuela, entro la fine di gennaio. Pochi giorni dopo, il 3 gennaio, Maduro fu catturato dagli Stati Uniti in un’operazione segreta, che fruttò al misterioso utente 436mila dollari.
Fin da subito la coincidenza risultò sospetta a molti. Polymarket è, insieme a Kalshi, il più grande prediction market (o mercato predittivo) del mondo, un tipo di servizio con cui è possibile puntare su una enorme varietà di eventi futuri, dal risultato di una partita di calcio alla data in cui gli Stati Uniti attaccheranno l’Iran, passando per il numero di tweet che Elon Musk invierà in una settimana. I quesiti prevedono sempre una risposta secca (sì o no) o la scelta tra una serie di possibilità, come avviene anche nei siti di scommesse.
Polymarket e Kalshi, però, non sono dei tradizionali siti di scommesse. Il loro funzionamento ricorda più quello del mercato azionario perché gli utenti non scommettono direttamente sull’esito di un evento ma comprano un titolo a esso legato. Il valore di queste “azioni” varia a seconda dei pronostici degli utenti ed è quindi possibile scommettere su un evento e realizzare un guadagno anche prima che questo si verifichi, rivendendo la propria azione una volta che il suo valore è aumentato. Se una scommessa molto spericolata diventa per esempio più plausibile nel tempo, e quindi le possibilità di vittoria aumentano, l’utente che l’ha fatta inizialmente può venderla a qualcun altro, guadagnando sul ricarico.
Questa differenza è fondamentale per la legalità e la sopravvivenza del settore, il cui giro d’affari è quadruplicato nel corso del 2025, superando i 63 miliardi di dollari. Non esistono ancora dati ufficiali al riguardo ma, secondo alcuni studi, queste piattaforme sono diffuse soprattutto tra gli utenti più giovani, appartenenti sia alla generazione Z che a quella dei millennials.
Il loro utilizzo è così generalizzato da essere ormai parte del dibattito culturale, come dimostra anche un recente episodio del cartone animato South Park in cui i ragazzini protagonisti scommettono sulle vicende scolastiche su Kalshi e Polymarket. «Sembra che tutto sia diventato gioco d’azzardo», ha detto a Business Insider il giornalista Danny Funt, autore di un libro sull’ascesa delle scommesse sportive negli Stati Uniti. «Un tempo queste cose venivano fatte con discrezione. Ora sono normalizzate».
A differenza delle scommesse sportive, che negli Stati Uniti sono regolate dai singoli stati, i prediction market sono sottoposti a regolamentazione federale e sono quindi legali in tutto il paese. Tuttavia, un numero crescente di stati sta cercando di vietarli, accusando Polymarket e Kalshi di aggirare le leggi statali sul gioco d’azzardo. Già nel 2022, durante l’amministrazione Biden, Polymarket era stata multata di 1,4 milioni di dollari per aver operato senza le autorizzazioni necessarie. Al di fuori degli Stati Uniti la situazione è ancora più restrittiva: in Europa molti paesi vietano questo tipo di servizi, e in Italia l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) aveva inserito Polymarket.com tra i domini web bloccati; da qualche giorno è di nuovo accessibile ma il trading non risulta disponibile per gli utenti che si connettono dall’Italia.
Con la vittoria di Donald Trump alle ultime elezioni, però, il governo statunitense ha adottato una linea molto più permissiva nei confronti dei prediction market, un settore con cui la famiglia Trump ha un plateale conflitto di interessi: Donald Trump Jr., figlio del presidente, è un investitore in Polymarket e ricopre il ruolo di consulente strategico per Kalshi.
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A conferma della vicinanza tra Trump e il settore, la scorsa settimana Mike Selig, il presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’autorità di regolamentazione finanziaria statunitense, ha ribadito la volontà di tutelare i mercati predittivi dai tentativi dei singoli stati di vietarli o limitarli. Secondo Selig, strumenti come Polymarket sono utili a milioni di cittadini e rappresentano un «importante contrappeso ai nostri media».
L’idea che i prediction market possano offrire una lettura della realtà alternativa, se non superiore, a quella del giornalismo tradizionale circola ormai da un anno. Nelle settimane precedenti alle ultime elezioni statunitensi, infatti, la vittoria di Trump fu data per quasi sicura dalle quotazioni di Polymarket, mentre i sondaggi ufficiali descrissero a lungo una situazione di sostanziale parità tra Trump e Kamala Harris. Si tratta di un argomento spesso citato dai sostenitori di questi servizi, che però nasconde come, anche in quel caso, le quotazioni del mercato fossero state influenzate da singoli investitori: uno di loro guadagnò 80 milioni di dollari puntando massicciamente sulla vittoria di Trump.
Negli ultimi mesi, le aziende del settore hanno cercato di darsi più credibilità da questo punto di vista stringendo accordi con alcune importanti testate giornalistiche. Kalshi è diventata partner di CNN e CNBC, mentre Polymarket ha stretto un accordo con Substack, il servizio di newsletter a pagamento, che permetterà agli autori di integrare dati dalla piattaforma nei loro contenuti. Anche l’editore Dow Jones userà i dati di Polymarket nei suoi contenuti, incluso il Wall Street Journal. Il fenomeno riguarda anche singoli giornalisti: Nate Silver, rispettato sondaggista statunitense, fa da consulente a Polymarket.
A tal proposito, Vlad Tenev, CEO di Robinhood, la società statunitense che gestisce l’omonima app per fare trading senza commissioni, ha definito i prediction market «la prossima generazione delle notizie». Anche la stessa Polymarket, in occasione dell’accordo con Substack, ha detto che «il giornalismo è migliore quando è supportato dai mercati in tempo reale».
Questa prospettiva ha generato anche allarmi e preoccupazioni. Molti hanno espresso critiche riguardo alla crescente influenza culturale di questi servizi, citando per esempio la scelta dei Golden Globes di mostrare in diretta le probabilità di vittoria fornite in tempo reale da Polymarket. Secondo Elizabeth Lopatto, giornalista del sito The Verge, il settore intende prendere le distanze dalle scommesse sportive (più tipicamente associate al gioco d’azzardo) facendo «il cosplay del futuro delle notizie».
Lopatto ha anche messo in discussione l’etica di queste decisioni da parte delle aziende giornalistiche, che promuovono al loro pubblico delle piattaforme che potrebbero danneggiarli. «Non mi è chiaro in che modo aiutare le società di scommesse a spillare soldi ai propri lettori serva l’interesse pubblico, che è, o almeno una volta era, il punto del giornalismo», ha scritto.
Gli accordi con le testate giornalistiche sono anche parte di una strategia a lungo termine dei prediction market, che mirano a «finanziarizzare tutto e creare un asset negoziabile a partire da qualsiasi differenza di opinione», come ha detto recentemente il CEO di Kalshi, Tarek Mansour. Secondo Mansour, infatti, questi mercati risultano veritieri perché «spostano il dibattito dal piano dell’emozione soggettiva a quello della matematica oggettiva».
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Tuttavia, queste dichiarazioni minimizzano i rischi e i problemi associati a queste piattaforme, tra cui la possibilità che le loro quotazioni vengano manipolate dagli utenti, attraverso pratiche illegali come l’insider trading, ovvero l’utilizzo di informazioni riservate sulle aziende per la compravendita di titoli.
Il caso di Maduro non è l’unico a risultare sospetto: la scorsa settimana un utente di Kalshi ha scommesso 100mila dollari che il governo degli Stati Uniti confermerà l’esistenza di forme di vita extraterrestri entro il prossimo dicembre. C’è chi pensa che a fare questa scommessa possa essere stata una persona vicina all’amministrazione di Donald Trump, che pare si stia preparando a rendere pubbliche informazioni riservate sull’argomento.
Questa settimana Kalshi ha anche fatto le prime multe a due utenti per presunto insider trading. Uno è Artem Kaptur, un ex editor dello youtuber MrBeast, che avrebbe scommesso sui video del suo ex datore di lavoro. L’altro è Kyle Langford, ex candidato Repubblicano a governatore della California, che avrebbe violato le regole puntando su un’elezione a cui stava partecipando.
Nonostante tutto, il CEO di Polymarket Shayne Coplan non sembra preoccupato dai possibili abusi nella piattaforma. «Ciò che è interessante di Polymarket è che crea un incentivo finanziario a divulgare informazioni al mercato», ha detto commentando il precedente su Maduro.



