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  • Giovedì 26 febbraio 2026

Sono stati condannati i mandanti dell’omicidio dell’attivista brasiliana Marielle Franco

Sono due politici di Rio de Janeiro, che furono aiutati da due ex poliziotti nel depistare le indagini

Una manifestazione di attivisti per Marielle Franco, nell'ottobre del 2024 a Rio de Janeiro
Una manifestazione di attivisti per Marielle Franco, nell'ottobre del 2024 a Rio de Janeiro (Jose Lucena/TheNEWS2 via ZUMA Press Wire)

La Corte Suprema brasiliana ha condannato quattro uomini, tra cui due politici, per l’omicidio dell’attivista Marielle Franco, chiudendo così il lato giudiziario di un caso molto discusso, non solo in Brasile. Nel 2024 per l’omicidio c’era stata una prima condanna, di due ex poliziotti ritenuti gli esecutori, ma non erano ancora stati individuati i mandanti né le motivazioni.

Marielle Franco era una consigliera comunale di Rio de Janeiro e attivista femminista. Venne uccisa nel 2018, insieme al suo autista Anderson Gomes, con quattro colpi di pistola alla testa, mentre tornava in auto da un evento pubblico sui diritti delle donne nere. A un semaforo un’auto si era affiancata alla sua, e da lì erano stati sparati i colpi che avevano ucciso lei e Gomes.

Da allora ci sono state periodiche manifestazioni e un forte movimento di opinione per chiedere che venisse fatta giustizia sul caso. Franco era nota tra le altre cose per le sue posizioni in difesa delle comunità marginalizzate, e per le accorate denunce degli abusi della polizia e dell’impunità che, secondo lei, le veniva garantita dalla politica.

Antonio Francisco Franco e Anielle Franco, padre e sorella di Marielle, assistono alla sentenza, il 25 febbraio

Antonio Francisco da Silva Neto e Anielle Franco, padre e sorella di Marielle, assistono alla sentenza, il 25 febbraio (AP Photo/Eraldo Peres)

«Chi ha ucciso Marielle Franco?» è stato uno slogan molto presente in questi anni: alle manifestazioni, nei graffiti, sulle magliette degli attivisti. A lungo, la stessa impunità denunciata da Franco è sembrata connotare il suo caso, per la lentezza delle indagini.

Mercoledì la Corte Suprema ha condannato a 76 anni di carcere i fratelli Domingos e Chiquinho Brazão. Chiquinho Brazão era un consigliere comunale di Rio, insieme a Franco, e dopo l’omicidio era stato eletto al parlamento nazionale con un partito centrista, prima di passare a uno conservatore esterno allo schieramento dell’allora presidente di destra Jair Bolsonaro. Domingos Brazão è stato a lungo nel parlamento statale di Rio prima di passare alla magistratura. Entrambi erano stati arrestai nel 2024 e ora sono stati dichiarati ineleggibili.

Secondo la Corte Suprema, i fratelli Brazão ordinarono l’omicidio, con la complicità delle altre due persone condannate: l’agente della polizia militare Ronald Paulo Alves Pereira e l’ex capo della polizia di Rio, Rivaldo Barbosa de Araújo Júnior. Pereira è stato condannato a 56 anni di carcere: era stato incaricato dai Brazão di pedinare i movimenti di Franco. Barbosa, condannato a 18 anni, invece utilizzò il suo ruolo per ostacolare le indagini. La Corte Suprema ha stabilito che i fratelli Brazão – già accusati di avere legami con la criminalità organizzata – ordinarono l’omicidio di Franco perché l’attivista era andata contro i loro interessi economici con la sua azione politica contro la corruzione.

La Corte suprema del Brasile, il 25 febbraio

La Corte Suprema del Brasile, il 25 febbraio (AP Photo/Eraldo Peres)

Nel 2024, come detto, invece erano stati condannati rispettivamente a 78 e 59 anni di carcere Ronnie Lessa e Élcio de Queiroz, i due ex poliziotti che avevano confessato l’omicidio, dicendo di averlo fatto su mandato dei fratelli Brazão.

La lentezza e le difficoltà delle indagini sono state parte di questa storia. Il giudice Alexandre de Moraes, il più influente della Corte, ha detto che la sentenza è un monito sul ruolo e sull’influenza dei gruppi paramilitari formati da ex appartenenti alle forze dell’ordine, come quello di Lessa e de Queiroz. «Un’indagine lenta, fallace e difettosa ha mostrato che c’erano persone potenti che tiravano i fili per impedire la scoperta del crimine», ha detto un altro giudice della Corte, Flávio Dino.

Dopo l’uccisione di Marielle Franco le sue campagne politiche sono state portate avanti dalla sorella, Anielle Franco, che nel 2023 è diventata la prima ministra per l’Uguaglianza razziale nella storia brasiliana, nominata dal governo progressista di Luiz Inácio Lula da Silva.

– Leggi anche: Le prime condanne per l’omicidio di Marielle Franco, in Brasile