La procura europea ha chiesto l’arresto di diversi docenti italiani accusati di aver sottratto fondi comunitari

La capa della procura europea, Laura Codruta Kovesi, durante una conferenza stampa nel 2025 (EPA/ORESTIS PANAGIOTOU)
La capa della procura europea, Laura Codruta Kovesi, durante una conferenza stampa nel 2025 (EPA/ORESTIS PANAGIOTOU)

La procura europea (EPPO) ha chiesto l’arresto di diversi insegnanti e ricercatori di scuole e università italiane accusati di essersi appropriati illecitamente di fondi europei destinati all’acquisto di materiali scolastici. Le richieste della procura devono ancora essere valutate dal giudice per le indagini preliminari, che li sta interrogando.

Secondo la ricostruzione della procura, che è specializzata in reati finanziari riguardanti i fondi europei, le persone coinvolte si sarebbero accordate con alcune aziende per acquistare dispositivi elettronici e servizi informatici per la scuola e altri materiali; in cambio avrebbero ricevuto benefici nell’acquisto di oggetti per uso personale, principalmente telefoni e televisori. Secondo la procura, anche nei casi in cui le procedure di assegnazione delle forniture si sono svolte in maniera regolare, prevalevano gli interessi personali su quelli delle istituzioni pubbliche.

Fra le persone indagate ci sono dipendenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Napoli, dell’università Federico II, sempre di Napoli, e di alcune scuole superiori in Campania e Sicilia.