L’altoforno 2 dell’ex ILVA è tornato in funzione

(ANSA / CIRO FUSCO)
(ANSA / CIRO FUSCO)

Acciaierie d’Italia, cioè l’ex ILVA, ha comunicato che è stato rimesso in funzione l’altoforno 2 dello stabilimento di Taranto, fermo da due anni per interventi di manutenzione. È una notizia importante perché per lungo tempo nell’impianto di Taranto aveva funzionato solo un altoforno su quattro (il numero 4), con la conseguenza che la produzione di acciaio era rimasta molto bassa rispetto alla capacità dello stabilimento e più di 4.500 dipendenti erano stati messi in cassa integrazione. L’altoforno 1 è sotto sequestro della procura di Taranto dallo scorso maggio, a causa di un incendio, mentre il numero 3 è stato demolito.

La riattivazione dell’altoforno 2 avrà un impatto anche sugli stabilimenti dell’ex ILVA nel nord Italia, a cominciare da quello di Genova, che lavorano l’acciaio proveniente da Taranto e quindi dipendono dalla sua capacità di produzione. L’ex ILVA è gestita in amministrazione straordinaria dal governo italiano ed è in crisi da anni. Il governo vuole evitarne la chiusura perché avrebbe costi sociali ed economici altissimi, ma venderla è estremamente difficile: da un lato c’è la necessità di ridurre l’impatto ambientale dello stabilimento (cosa che richiede investimenti importanti), e dall’altro quella appunto di tutelare i lavoratori.