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  • Venerdì 20 febbraio 2026

Quale legge ha usato Trump per imporre i dazi, e perché non poteva farlo

C'entrano un provvedimento degli anni Settanta e la sua fissa con lo squilibrio commerciale

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al momento dell'annuncio dei dazi, il 2 aprile del 2025 alla Casa Bianca (AP Photo/Mark Schiefelbein)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al momento dell'annuncio dei dazi, il 2 aprile del 2025 alla Casa Bianca (AP Photo/Mark Schiefelbein)
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La Corte Suprema ha dichiarato illegittima buona parte dei dazi che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva imposto nell’ultimo anno verso molti paesi, e che avevano creato enorme incertezza nei commerci mondiali. La Corte ha stabilito che i dazi sono illegittimi per il modo in cui sono stati introdotti, cioè tramite una legge emergenziale e senza passare dal Congresso: secondo i giudici, Trump non poteva farlo e non potrà più farlo.

Trump aveva usato una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), che dà al governo la possibilità di intraprendere azioni straordinarie in situazioni di emergenza. Tra le varie cose la legge prevede che il presidente possa imporre un’emergenza nazionale e ottenere il potere di regolamentare importazioni ed esportazioni, qualora ci sia «una minaccia fuori dal normale o straordinaria» alla sicurezza nazionale o all’economia statunitense.

La legge non menziona esplicitamente i dazi, e in passato in materia commerciale era stata usata solo per embarghi, blocchi commerciali e sanzioni. La possibilità di usare lo IEEPA per introdurre dazi è stata ritenuta dubbia dagli esperti fin dall’inizio, ma secondo Trump i dazi rientravano tra i casi previsti dalla legge perché sarebbero giustificati da quella che lui ritiene un’emergenza nazionale: l’enorme deficit commerciale degli Stati Uniti, cioè il fatto che importano più merci di quante ne esportano. Trump sostiene da sempre che questa è una condizione di enorme debolezza, e ritiene che sia uno squilibrio da correggere.

Su queste basi Trump è stato il primo presidente statunitense a usare lo IEEPA per imporre dazi, quelli che ha definito “reciproci” (in modo fuorviante) e quelli specifici contro Messico, Cina e Canada, accusati di non aver ostacolato a sufficienza la diffusione del fentanyl, un oppioide molto potente. Sono questi che sono stati dichiarati illegittimi, mentre rimangono in vigore quelli su acciaio, alluminio e componenti per automobili, che non sono stati introdotti con lo IEEPA.

I motivi per cui sono stati dichiarati illegittimi sono due.

Il primo riguarda proprio la motivazione per cui il governo ha usato questa legge specifica, cioè il fatto che gli squilibri commerciali si possano effettivamente considerare un’«emergenza nazionale» suscettibile di misure straordinarie. Gli Stati Uniti sono da sempre un paese importatore (così come l’Italia e la Germania sono paesi storicamente esportatori, per esempio), ed è una caratteristica come un’altra della loro economia, né positiva né negativa di per sé. Non dipende da una situazione di emergenza o dalla malafede delle controparti commerciali, che invece secondo Trump andrebbero punite con i dazi per essersi approfittate degli Stati Uniti per anni.

Il secondo riguarda il fatto che i dazi sono a tutti gli effetti delle tasse. Per imporli quindi non basta lo IEEPA, ma serve l’autorizzazione del Congresso, al quale la Costituzione degli Stati Uniti attribuisce esplicitamente il ruolo di imporre e riscuotere le imposte. Il governo di Trump sosteneva invece che i dazi fossero semplici misure commerciali, che rientravano tra i casi previsti dallo IEEPA e quindi di competenza del presidente.

– Leggi anche: La Corte Suprema ha giudicato illegali i dazi di Trump