Il presidente dello Shakhtar Donetsk ha donato 200mila euro all’atleta ucraino squalificato dalle Olimpiadi per via del suo casco

Il presidente della squadra di calcio ucraina dello Shakhtar Donetsk, Rinat Akhmetov, ha annunciato di aver donato circa 200mila euro a Vladyslav Heraskevych, l’atleta ucraino di skeleton che è stato squalificato dalle Olimpiadi di Milano Cortina per aver indossato un casco che ricordava 21 atlete e atleti ucraini uccisi dalla Russia durante la guerra.
Heraskevych, che era tra i favoriti nella sua specialità, aveva utilizzato il casco durante le prove ufficiali di martedì e mercoledì, e aveva detto di avere intenzione di indossarlo anche alle gare di giovedì mattina. Poco prima dell’inizio delle gare il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) aveva deciso di squalificarlo perché il casco non rispettava la regola 50 della Carta Olimpica, che proibisce «ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale». Heraskevych si era difeso sostenendo che non violasse le regole perché non conteneva messaggi politici, ma solo il ricordo di atleti uccisi. Il CIO gli aveva proposto di sostituire il casco con una fascia nera al braccio, ma lui non aveva accettato.
In un comunicato Akhmetov ha motivato la donazione dicendo di volere che Heraskevych «abbia abbastanza energia e risorse per continuare la sua carriera sportiva, oltre a lottare per la verità, la libertà e il ricordo di coloro che hanno dato la vita per l’Ucraina». I circa 200mila euro sono pari al premio in denaro che l’Ucraina paga agli atleti che vincono una medaglia d’oro alle Olimpiadi.
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