Una giudice ha ordinato all’amministrazione Trump di rimettere in un museo alcuni cartelli sulla storia della schiavitù

La giudice federale statunitense Cynthia M. Rufe ha ordinato all’amministrazione Trump di rimettere in mostra in un museo alcuni cartelli e materiali espositivi sulla storia della schiavitù, rimossi perché secondo la presidenza fornivano un’immagine sbagliata della storia degli Stati Uniti. Il museo è la Casa del presidente nella città di Philadelphia, dove vissero e lavorarono i primi due capi di stato del paese, George Washington e John Adams. Washington si trasferì nella casa (ora non più esistente) con nove schiavi di origine africana, e l’esposizione del museo si concentrava sulla loro storia.
Il 22 gennaio membri del National Park Service, l’agenzia statale che si occupa dei parchi statunitensi, erano arrivati sul posto e avevano rimosso tutti i pannelli espositivi. La città di Philadelphia ha fatto causa all’amministrazione Trump per rimettere in mostra i pannelli, e con la sua ordinanza la giudice Rufe ha disposto che i cartelli vengano reinstallati finché non prenderà una decisione definitiva sulla questione. È possibile che un tribunale di livello superiore annulli l’ordinanza di Rufe. La giudice ha criticato duramente il gesto dell’amministrazione Trump, che ha accostato al governo totalitario del libro 1984 di George Orwell.
Trump ha ordinato la rimozione dai parchi nazionali di diversi materiali espositivi che non si allineano alle politiche della sua amministrazione su temi come il ruolo della schiavitù nella storia statunitense (che ha cercato di minimizzare), il cambiamento climatico o i diritti della comunità LGBT+.


