È morto Robert Duvall

L'attore statunitense era noto per i suoi ruoli nel Padrino e in Apocalypse Now, tra gli altri: aveva 95 anni

Robert Duvall nel 2015 (Jeff Vespa/Getty Images)
Robert Duvall nel 2015 (Jeff Vespa/Getty Images)
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Robert Duvall, attore statunitense tra i più stimati e importanti degli anni Settanta, famoso soprattutto per i suoi ruoli nel Padrino e in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, è morto lunedì a 95 anni. In quasi sessant’anni di carriera ebbe molti ruoli secondari in film che hanno fatto la storia del cinema, distinguendosi per la capacità di interpretare le sue parti con un’immedesimazione profonda e fuori dal comune.

Duvall fu anche il dirigente Frank Hackett in Quinto potere di Sidney Lumet e il sergente Martin Prendergast in Un giorno di ordinaria follia, di Joel Schumacher. Nei panni del colonnello William “Bill” Kilgore pronunciò la celebre battuta «mi piace l’odore del napalm la mattina», la più famosa di Apocalypse Now, e interpretando Tom Hagen, l’avvocato e consigliere della famiglia Corleone, si rese memorabile anche in un cast pieno di divi come quello del Padrino. Duvall è morto a casa sua a Middleburg, in Virginia.

Come attore protagonista nel film Un tenero ringraziamento di Bruce Beresford vinse un Oscar nel 1984, interpretando il cantante country alcolista Mac Sledge. Fu candidato altre sei volte, per altri ruoli, tra cui proprio quelli di Il padrino e Apocalypse Now. Per la sua interpretazione in Apocalypse Now vinse anche un Golden Globe e un BAFTA, altri due premi molto importanti.

Duvall era nato a San Diego, in California, e crebbe in giro per gli Stati Uniti al seguito del padre, ammiraglio della Marina. Cominciò la sua carriera da attore a teatro, negli anni Cinquanta, diventando uno dei più richiesti di Broadway. Passò poi alla televisione, mentre al cinema ebbe la sua prima parte minore in un film importante in Il buio oltre la siepe del 1962.

Attirò le prime attenzioni sugli schermi recitando nel film comico ambientato in Vietnam M*A*S*H, e poi come protagonista nel film di fantascienza L’uomo che fuggì dal futuro di George Lucas. Da lì lo scoprì Coppola che lo volle nel Padrino, grazie al quale ebbe la sua grande notorietà. Era un attore versatile e straordinariamente espressivo, capace di rendere memorabili molti ruoli secondari: uomini d’affari freddi e calcolatori, militari inflessibili e dallo spirito cameratesco e poliziotti tutto d’un pezzo, ma anche cantanti country in declino, predicatori un po’ eccentrici e inflessibili patriarchi di famiglia.

Collaborò con alcuni tra i più grandi registi di Hollywood, spaziando dal cinema di genere a quello più sperimentale e d’autore: recitò per Robert Altman, Billy Bob Thornton, Lasse Hallström, George Lucas e Joel Schumacher, solo per citarne alcuni. Quello che seppe esaltare al meglio le sue doti recitative, però, fu Francis Ford Coppola, che lo rese uno degli attori più importanti e rappresentativi della cosiddetta Nuova Hollywood, la fase di rinnovamento del cinema statunitense degli anni Sessanta e Settanta.

Negli anni Ottanta Duvall fu lo scrittore Max Mercy nel film di baseball Il migliore, al fianco di Robert Redford, e il capo di una scuderia in Giorni di tuono di Tony Scott. Nei Novanta comparve in Lama tagliente e in Deep Impact. Il capo di una multinazionale del tabacco in Thank You For Smoking fu uno dei suoi ultimi grandi ruoli, mentre il suo ultimo film è stato The Pale Blue Eye – I delitti di West Point del 2022.

Fino agli anni Duemila, Duvall si impegnò pubblicamente in sostegno del Partito Repubblicano. A partire dalla fine degli anni Settanta, Duvall si era dedicato anche alla regia. I film più importanti che diresse furono L’apostolo (1977), in cui interpretò anche il protagonista Sonny, un predicatore pentacostale texano che, dopo aver ucciso l’amante di sua moglie, cambia identità e fonda una comunità di devoti in Louisiana; e Cavalli selvaggi (2015), un poliziesco incentrato sul rapporto tra Scott Briggs, l’anziano, retrogrado e bigotto proprietario di un ranch, e suo figlio Ben, omosessuale e da lui rinnegato per questo motivo.