La procuratrice generale statunitense ha detto che l’amministrazione Trump ha diffuso tutti gli “Epstein files”

La procuratrice generale statunitense Pam Bondi (che ha ruoli simili a quelli di una ministra della Giustizia) ha detto che l’amministrazione Trump ha diffuso gli “Epstein files” nella loro interezza. Sono i documenti relativi alle indagini e alle accuse contro il consulente finanziario Jeffrey Epstein, condannato nel 2008 per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e poi suicidatosi in carcere dopo un nuovo arresto nel 2019, e la sua compagna Ghislaine Maxwell, condannata per le stesse accuse nel 2022.
I due deputati statunitensi che si sono battuti di più per la pubblicazione dei documenti, il Repubblicano Thomas Massie e il Democratico Ro Khanna, hanno comunque criticato Bondi, dicendo che mancano ancora alcuni documenti importanti: le comunicazioni interne del dipartimento di Giustizia riguardanti la decisione o meno di accusare Epstein di qualche reato.
Massie e Khanna hanno criticato anche una lista pubblicata insieme ai documenti, in cui vengono elencati i nomi di tutte le persone menzionate. La presenza in tale lista non implica il coinvolgimento in alcun reato. Fra i nomi ci sono quelli di molte persone potenti o famose, compresi Donald Trump e il fratello di re Carlo III del Regno Unito, Andrea (che per i suoi legami con Epstein è stato privato del titolo di principe), ma anche persone che non hanno mai frequentato Epstein, come la musicista Janis Joplin (morta quando il finanziere aveva 17 anni).
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