Cosa c’entra San Valentino con gli innamorati

Ci sono varie spiegazioni ma poche certezze, sia sulla festa che sulla storia del santo

(AP Photo/George Walker IV)
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Il 14 febbraio è San Valentino, la cosiddetta “festa degli innamorati”, che prende il nome dal santo cattolico celebrato in questo giorno. In base a quello che sappiamo San Valentino iniziò a essere associato agli innamorati intorno al Quattordicesimo secolo in Inghilterra, ma la sua festa esiste da molto di più.

Non è chiaro cosa San Valentino abbia a che fare con l’amore e gli innamorati, e anche sulla sua storia personale non ci sono molte certezze, come succede per molti altri santi. Sappiamo che era un sacerdote, forse addirittura un vescovo, e che morì come martire a Roma nel Terzo secolo, decapitato dalle autorità romane. La festa di San Valentino fu istituita nel 496 da papa Gelasio I, forse per sostituire i Lupercalia, una festa legata alla fertilità celebrata nell’antica Roma.

Gelasio I scrisse che Valentino era un uomo il cui nome riceveva «giusta reverenza», ma i cui atti meritori erano «noti soltanto a Dio»: in altre parole, anche lo stesso papa sapeva poco di chi davvero fosse San Valentino e di cosa avesse fatto prima di essere giustiziato.

In tutto negli antichi documenti si trova traccia di tre diversi San Valentino collegati al 14 febbraio, e non si sa se siano tre persone distinte o racconti differenti della vita della stessa persona. Uno di questi era nato a Terni, città di cui poi era diventato vescovo. Un altro era un sacerdote romano e un terzo era un vescovo della provincia romana d’Africa.

San Valentino restò un santo poco considerato fino al basso medioevo, quando l’autore e poeta inglese Geoffrey Chaucer scrisse di «antiche leggende» (probabilmente inventate da lui stesso) in cui San Valentino veniva associato a racconti che avevano a che fare con amanti o altri fatti amorosi. Insomma, Chaucer recuperò San Valentino – o almeno questa è la teoria più diffusa – per trasformarlo nel santo dell’“amor cortese” che proprio in quegli anni cominciava a diffondersi nelle corti dell’aristocrazia europea. A quel punto storie e leggende sugli atti di San Valentino a favore degli amanti si moltiplicarono.

(AP Photo/Eraldo Peres)

È possibile anche che San Valentino divenne San Valentino soltanto perché la sua festa era nei giorni in cui i romani pagani festeggiavano l’amore in maniera piuttosto licenziosa. È comunque grazie a Chaucer che questa tradizione si diffuse, a partire dal mondo anglosassone. Dal Regno Unito è arrivata negli Stati Uniti, dove nel corso dei secoli è stata istituzionalizzata e commercializzata, fino a far sparire quasi completamente la figura del misterioso santo e lasciare tutto il resto.

Nei paesi anglosassoni la stessa parola Valentine indica le lettere d’amore che gli innamorati si scambiano il 14 febbraio. La prima testimonianza dell’uso di questa espressione in modo figurato però è in un documento scritto in francese: una lettera in cui il duca e poeta Carlo d’Orléans, detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt nel 1415, si rivolgeva alla moglie chiamandola appunto così.