Perché alle donne piacciono così tanto le storie d’amore tra uomini?

È una domanda che è tornata a circolare con il grande successo della serie "Heated Rivalry", ma che vale da decenni






Una scena di Heated Rivalry (Sabrina Lantos/HBO Max/Courtesy Everett Collection/contrasto)
Una scena di Heated Rivalry (Sabrina Lantos/HBO Max/Courtesy Everett Collection/contrasto)
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La serie tv Heated Rivalry esce oggi in Italia su HBO Max, ma in Canada e negli Stati Uniti la prima puntata era uscita a fine novembre. In questi tre mesi la storia d’amore tra i due protagonisti, i giocatori di hockey rivali Shane Hollander e Ilya Rozanov, ha riscosso un enorme successo tra il pubblico, notevole soprattutto per una serie prodotta con poche pretese, costata poco e promossa ancora meno.

A fine dicembre, quando è uscita l’ultima puntata della stagione, il regista Jacob Tierney ha dato un’intervista esclusiva a Variety: il giornalista Hunter Ingram gli ha chiesto quello che in tanti si sono domandati in questi mesi in cui internet si è riempito di citazioni, scene e riferimenti a Heated Rivalry. «La comunità LGBTQ+ è comprensibilmente ossessionata dalla serie, ma ad accoglierla con una passione davvero intensa sono state anche le spettatrici femminili, e in particolare le donne eterosessuali. Secondo te, perché?».

È una domanda che non nasce con Heated Rivalry. Da decenni le donne, eterosessuali o meno, sono la fascia di pubblico che più consuma film, serie, fumetti, cartoni animati, libri e racconti che hanno come soggetto le storie d’amore tra uomini. E negli ultimi anni questa consapevolezza ha portato alla produzione di un eccezionale numero di storie di questo tipo, sia nell’industria cinematografica e televisiva, che in quella editoriale: da un lato per ragioni di apertura culturale al tema dell’omosessualità, dall’altro per rispondere a quella che è un’evidente domanda del mercato. Lo dimostra il fatto che le storie d’amore tra donne, che pure vengono raccontate più spesso di prima, sono comunque meno e riscuotono solitamente minor successo.

Per fare alcuni esempi, sono soprattutto donne le appassionate di libri come La canzone di Achille di Madeline Miller (che approfondisce la storia d’amore tra Achille e Patroclo, personaggi dell’Iliade, Red, White & Royal Blue (che immagina una storia d’amore segreta tra il figlio della presidente degli Stati Uniti e il principe d’Inghilterra) e di tantissimi fumetti e serie giapponesi gay. Ed è documentato che la grandissima maggioranza delle fanfiction – i racconti che si basano su personaggi appartenenti a immaginari e universi narrativi inventati da altri – che immaginano storie d’amore tra personaggi maschili siano scritte e lette da donne.

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Il fenomeno non è nemmeno particolarmente nuovo. Eleonora Caruso, che ha scritto il podcast A hole new world sugli yaoi, ovvero i fumetti giapponesi focalizzati su relazioni sessuali e romantiche tra uomini, e che è molto esperta di storia dei fandom, spiega che «già le lettrici di Arthur Conan Doyle, nell’Ottocento, scrivevano racconti su Sherlock Holmes e il dottor Watson e se li spedivano tra loro via lettera». Negli anni Settanta, poi, migliaia di donne appassionate di Star Trek scrissero fanfiction in cui immaginavano una storia d’amore tra due dei protagonisti, il tenente vulcaniano Spock e il capitano Kirk.

«Quando venivano intervistate, spesso spiegavano questa cosa: per loro, immaginare Kirk e Spock insieme voleva dire esplorare delle dinamiche che non riuscivano a immaginare in una relazione eterosessuale: un rapporto basato su una profondissima lealtà, fedeltà, mutuo rispetto e attrazione sia intellettuale che fisica», spiega Caruso. «Nonostante i tempi siano cambiati penso che questa cosa, sotterraneamente, rimanga».

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Nel caso di Heated Rivalry c’è poi sicuramente anche una spiegazione più banale. Come hanno scritto molte utenti online in queste settimane, questa serie piace soprattutto al pubblico femminile perché, semplicemente, «se ti piacciono gli uomini, qual è l’unica cosa migliore di un uomo sexy? Due uomini sexy».

Le donne, peraltro, sono storicamente abituate a leggere o vedere storie in cui i protagonisti sono personaggi maschili e a identificarsi con loro: non devono, insomma, fare molto sforzo per immaginare come dev’essere essere un uomo quando seguono una storia. A questo si aggiunge che, secondo varie ricerche, «le risposte fisiologiche delle donne sono meno legate al genere delle persone sullo schermo rispetto a quelle degli uomini».

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In Heated Rivalry le scene di sesso abbondano, così come le inquadrature di sederi scolpiti e schiene muscolose, ma i genitali dei protagonisti non si vedono mai, e le scene di sesso che ci sono servono molto spesso a portare avanti la storia, mostrando il desiderio reciproco tra i due personaggi e il modo in cui evolve nel tempo. Non bastano delle scene di sesso particolarmente passionali tra uomini attraenti, insomma, a spiegare tutto questo entusiasmo.

Secondo la sessuologa Casey Tanner, le donne che consumano contenuti romantici di qualsiasi tipo «reagiscono alla tenerezza, all’ossessione reciproca e allo smantellamento delle norme rigide della mascolinità più che ai corpi maschili». In questo contesto, vedere sullo schermo una relazione tra uomini così intensa dal punto di vista emotivo è destabilizzante e molto affascinante per le spettatrici. «La chimica tra Shane e Ilya non è discreta: quei due si struggono costantemente, escono di testa, riorganizzano le loro vite l’uno intorno all’altro», dice Tanner. «Le donne non pensano necessariamente “vorrei stare con uno di loro due”. Pensano “vorrei che qualcuno mi desiderasse e mi scegliesse con quell’intensità”».

Ma c’è dell’altro. Camille Sojit Pejcha, autrice della newsletter Pleasure-Seeking, che parla del rapporto contemporaneo con il desiderio, sottolinea che il fascino del proibito continua a esercitare un’enorme attrattiva, soprattutto nel pubblico femminile.

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Nella serie il personaggio di Ilya viene dalla Russia, e sa di dover tenere ben nascosta la sua bisessualità sia perché la sua famiglia non lo accetterebbe, sia perché la Russia è un paese molto ostile alle persone LGBTQ+. Ed entrambi «sono uomini che devono affrontare le potenziali conseguenze di fare coming out come omosessuali in un mondo che non è ancora sicuro per gli atleti queer», ricorda. Oltre al fatto, poi, che sono capitani di due squadre rivali e tutti si aspettano da loro una forte competitività. Anche per questo cercano a lungo di sminuire l’intensità delle loro emozioni e di tenere nascosto ogni tipo di rapporto tra loro: essere queer, in certi paesi e in certi campi professionali, è uno degli ultimi tabù veramente rimasti. «È ovvio che dobbiamo fare il tifo per loro!».

A tutto questo si aggiunge un ulteriore fattore. Molte donne trovano rilassante poter seguire una storia di passione priva di personaggi femminili, perché questo permette loro di immergersi nella narrazione senza timore che qualche elemento narrativo rifletta degli aspetti negativi del loro vissuto, come esperienze di molestie, pressioni sociali sul corpo e l’aspetto fisico, o aspettative rigide sui ruoli di genere. È una cosa che ha detto anche Jacob Tierney, il regista di Heated Rivalry: «Se stai guardando una storia tra due uomini, hai meno paura di trovarti davanti uno scenario negativo che hai affrontato nella vita reale: è una fantasia romantica».

«Quando una donna legge o guarda una storia incentrata sugli uomini, non viene collocata nella posizione familiare in cui i corpi femminili sono mostrati come dei prodotti. Non è lei a essere valutata, confrontata o sessualizzata», riassume il sessuologo Matt Lachman. Nella sua esperienza, le pazienti donne con cui ha a che fare gli dicono regolarmente che, all’interno delle relazioni, vorrebbero sentirsi «desiderate per quello che sono, e non giudicate per il loro aspetto». In una storia d’amore tra uomini gay, per forza di cosa, quell’aspetto scompare, dato che nessuna delle parti coinvolte è una donna, e quindi «ci si può concentrare su elementi come la devozione, l’intimità, l’intensità emotiva e la vulnerabilità tra persone che si considerano uguali tra loro», dice.

In tutto questo, comunque, il fatto che oggi esistano così tante storie d’amore gay scritte e consumate quasi sempre da donne eterosessuali ha raccolto anche varie critiche. Alcuni uomini gay, per esempio, sottolineano che essere ridotti a oggetto di fantasie altrui riproduce dinamiche di oggettificazione simili a quelle lamentate dalle donne, e non apprezzano affatto che la loro realtà quotidiana venga consumata come intrattenimento.

C’è poi il fatto che essendo scritte per un pubblico prevalentemente femminile i personaggi di queste storie sono spesso modellati per riproporre alcuni stereotipi tipici degli uomini eterosessuali e non sono quindi davvero realistici nel raccontare le esperienze delle persone omosessuali o bisessuali. In questo senso il caso di Heated Rivalry è particolarmente emblematico perché i due protagonisti sono due sportivi, si muovono in un ambiente cameratesco e hanno un aspetto estremamente mascolino.