A Bologna c’è un problema di accesso alla profilassi contro l’HIV
È un trattamento che ad alcuni dovrebbe essere garantito dal Servizio sanitario nazionale, ma non ci sono abbastanza medici

Attualmente a Bologna non è possibile accedere alla profilassi medica per la prevenzione dell’HIV garantita dal Servizio sanitario nazionale, perché i centri che possono prescriverla non hanno più posti disponibili. Dipende soprattutto da una carenza di medici, e da alcuni difetti strutturali nell’organizzazione dei servizi. Nel frattempo, però, con minori possibilità di accedere ai trattamenti di prevenzione, è possibile che aumenti il rischio di infezione, soprattutto tra le persone più giovani, che sono solitamente quelle con comportamenti meno prudenti.
La profilassi di pre-esposizione all’HIV, chiamata PrEP, consiste nell’assunzione di un farmaco prima di situazioni potenzialmente a rischio infezione, cioè soprattutto in prossimità di rapporti sessuali non protetti. È un farmaco in pillole, che impedisce al virus di riprodursi nel corpo e, se assunto correttamente, riduce molto il rischio di infezione. Può essere preso in modo continuativo oppure solo all’occorrenza (in questi casi si parla di assunzione on demand), per chi è in grado di programmare le situazioni a rischio.
È una procedura utilizzabile, per esempio, da chi ha una relazione sessuale con un partner sieropositivo il cui virus non è ben controllabile attraverso altre terapie, o da chi ha incontri casuali o relazioni sessuali senza preservativo con persone di cui non conosce lo stato sierologico. L’Organizzazione mondiale della sanità la ritiene una misura di prevenzione utile per chi ha comportamenti ad alto rischio, ma raccomanda di associarla all’uso del preservativo. La PrEP, infatti, non protegge da altri tipi di infezioni sessualmente trasmissibili.
Il virus dell’HIV non si trasmette solo attraverso rapporti sessuali non protetti, ma anche attraverso il sangue. Per questo la PrEP può essere usata anche da chi fa uso di sostanze stupefacenti e condivide con altre persone le siringhe per iniettarle.
Per poter accedere alla profilassi, serve sempre una prescrizione medica. A partire dal 2023 la PrEP può essere rimborsata dal Servizio sanitario nazionale (SSN) quando il medico stima un certo livello di rischio di infezione, sulla base di alcuni criteri clinici stabiliti dalle linee guida ministeriali e che riguardano, per esempio, la frequenza con cui si hanno incontri sessuali casuali, rapporti non protetti e infezioni sessuali.
Se non si rispettano i criteri di rimborsabilità, o se si sceglie di rivolgersi a strutture private, la PrEP va pagata a prezzo pieno. Una confezione da 30 pillole, sufficiente per coprire un mese, costa circa 60 euro. Attraverso l’SSN, invece, ne costa circa 15, il costo del ticket.
Negli scorsi giorni Plus APS, un’associazione italiana che si occupa di persone sieropositive, ha detto che all’interno della città metropolitana di Bologna le strutture abilitate non riescono più a fornire, al momento, l’accesso alla PrEP tramite SSN. Il Policlinico Sant’Orsola, dice l’associazione, sta infatti comunicando alle persone che si rivolgono al suo ambulatorio PrEP di non avere più posti per la prescrizione della profilassi, e di ripresentarsi fra tre mesi. L’associazione gestisce a sua volta un ambulatorio, il PrEP Point Plus, con meno posti rispetto al policlinico, e a cui al momento mancano a sua volta risorse economiche e medici sufficienti per accogliere nuovi utenti. Queste sono le uniche due strutture a Bologna abilitate a prescrivere la profilassi gratuita.
I posti per accedere alla PrEP attraverso l’SSN sono limitati perché la profilassi può essere prescritta solo da medici infettivologi (cioè esperti nelle malattie infettive) e solo in ospedali e centri specialistici autorizzati. In alcune regioni o province le strutture accreditate sono poche e in molti casi ci sono pochi infettivologi disponibili, per una mancanza di personale medico e sanitario ormai strutturale in Italia. Secondo Sandro Mattioli, presidente di Plus APS, la saturazione dei posti disponibili non riguarda solo Bologna e anche l’ospedale di Ravenna si è trovato nella stessa situazione. In questi casi le persone che desiderano accedere alla profilassi tramite l’SSN possono solo andare nelle strutture autorizzate delle province vicine.
Secondo Mattioli tra le strutture abilitate dovrebbero essere incluse anche le aziende sanitarie locali (Asl), così da ampliare i posti disponibili per accedere gratuitamente alla profilassi. Tuttavia sarebbe necessario che le Asl assumessero nuovi infettivologi.
A questo proposito, dice Mattioli, Plus APS si sta battendo per fare in modo che la profilassi possa essere prescritta anche da medici diversi. Secondo Mattioli potrebbe prescriverla anche il medico di base, magari sulla base di un piano terapeutico (cioè un documento che stabilisce come deve essere somministrato un farmaco o una terapia) fatto dall’infettivologo. In questo modo si ridurrebbe la pressione sugli ospedali e sui centri specialistici, perché una volta ottenuto il piano terapeutico la persona sottoposta a profilassi non dovrebbe tornare dall’infettivologo per la prescrizione.
La prescrizione, inoltre, ha una durata di tre mesi, alla fine dei quali deve essere rinnovata. Questo non solo aggrava la pressione sugli specialisti e sulle strutture abilitate e sugli specialisti, ma è anche molto scomodo per le persone sottoposte alla profilassi, che ogni tre mesi sono costrette a prendere permessi dal lavoro per rifare tutti gli esami e le visite mediche necessarie prima della prescrizione.
Anche per chi riesce ad accedere alla profilassi, infine, rimane un problema di costi. Nonostante il Servizio sanitario permetta, a chi trova posto, di averla tramite l’SSN, gli esami da fare prima della prescrizione restano molto costosi. Si tratta di esami del sangue, test per l’HIV e per altre infezioni sessualmente trasmissibili. Per chi non rispetta i criteri di rimborsabilità si aggiunge anche il costo delle visite specialistiche dall’infettivologo e poi quello del farmaco, da pagare a prezzo pieno.



