C’è un accordo per formare un governo della regione di Bruxelles-Capitale, dopo più di 600 giorni dalle elezioni

Giovedì sera sette partiti hanno fatto un accordo per formare il governo della regione di Bruxelles-Capitale, che comprende la capitale del Belgio e diversi altri comuni, mettendo fine a una lunghissima crisi politica che durava da più di 600 giorni. I partiti che formeranno la coalizione sono tre partiti francofoni, il Movimento Riformatore, di centrodestra, il Partito Socialista, e Gli Impegnati, un piccolo partito centrista; e quattro partiti fiamminghi, i Verdi, Avanti (il partito fiammingo affiliato al Partito Socialista), i Liberali e Democratici Fiamminghi Aperti (un piccolo partito liberale) e i Cristiano-Democratici e Fiamminghi, un partito conservatore.
Le elezioni si erano tenute il 13 ottobre 2024. Da quel momento però i partiti eletti al parlamento regionale non sono riusciti a trovare una maggioranza per formare il governo. Il Belgio ha un sistema di governo molto complesso, che serve ad assicurare l’equilibrio tra la sua comunità francofona e quella fiamminga. Per formare un governo nella regione di Bruxelles è necessario assicurare non solo la maggioranza assoluta nel parlamento, ma anche la maggioranza dei voti tra gli eletti dei partiti francofoni e di quelli fiamminghi. Questo ha complicato notevolmente le trattative.
Formare un nuovo governo nella regione era importante, tra le altre cose, per risolvere i suoi grossi problemi finanziari. Dopo le elezioni del 2024 era rimasto in carica il governo precedente, ma ha poteri limitati: tra le altre cose, non può approvare un nuovo bilancio e ha continuato a basare le spese su quello del 2024. Uno dei compiti principali del nuovo governo sarà trovare il modo di ridurre il deficit di bilancio (cioè la differenza tra entrate e uscite), per cercare di controllare il debito che a fine 2024 superava i 15 miliardi di euro, una cifra superiore al bilancio annuale della regione.


