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  • Mercoledì 11 febbraio 2026

Il Mose di Venezia è attivissimo

Dal 28 gennaio si è alzato 18 volte, più del solito: c'entra un livello delle maree più alto della media

Le paratoie del Mose, 31 maggio 2020 (ANSA/Consorzio Venezia Nuova Press Office)
Le paratoie del Mose, 31 maggio 2020 (ANSA/Consorzio Venezia Nuova Press Office)
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Dall’inizio dell’anno il Mose di Venezia, il sistema di dighe mobili che protegge la città dall’alta marea, è stato attivato diciotto volte, tutte concentrate dal 28 gennaio a oggi. È un numero elevato e «del tutto inusuale», dice il responsabile del Centro Maree del comune di Venezia, Alvise Papa. Le ripetute attivazioni del Mose nel giro di pochi giorni sono coincise con il fatto che in queste settimane i livelli delle maree sono stati più alti rispetto alla media di questo periodo dell’anno.

Papa ne parla come di un record. Dice poi che oggi basta poco per allagare la città: se venti, venticinque anni fa serviva una somma di cattive condizioni meteorologiche affinché succedesse, oggi bastano precipitazioni anche modeste, perché il livello medio del mare è più alto rispetto a un tempo.

Il protocollo dice che il Mose va attivato per evitare che in città la marea raggiunga i 110 centimetri. Ma basta una marea superiore ai 75-80 centimetri per fare finire sott’acqua la zona dei locali vicina al ponte di Rialto (l’Erbaria) e piazza san Marco, sono tra i punti più bassi di Venezia. In questi giorni peraltro è stato sospeso il servizio delle passerelle in molte zone della città, perché si prevedeva la presenza di molta gente per il Carnevale. Le passerelle servono a evitare di camminare nell’acqua, ma possono essere anche un impedimento al deflusso regolare quando i vicoli (le calli) sono molto affollati.

Turisti e residenti su una passerella di fronte alla basilica di San Marco a Venezia, per evitare l’acqua alta, 10 dicembre 2022 (AP Photo/Domenico Stinellis)

Di solito quando il livello dell’acqua è tra gli 90 e i 109 centimetri si parla comunque di marea sostenuta, quando è compreso tra i 110 e i 139 centimetri si parla di marea molto sostenuta, e quando supera i 140 di alta marea eccezionale. Questi livelli di soglia potrebbero cambiare nei prossimi anni: secondo uno studio realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e da altri enti, nel 2100 il Mose non sarà più in grado di proteggere Venezia dall’acqua alta.

Dal 28 gennaio al 6 febbraio i livelli di marea sono rimasti sopra i 100 centimetri per circa 41 ore: un anno fa, nello stesso periodo, quei livelli erano stati raggiunti solo per poco più di quattro ore. Nel 2024, sempre da gennaio a inizio febbraio, le ore con maree sopra i 100 centimetri erano state 16. Papa spiega che la permanenza di un certo livello del mare viene registrata in ore perché oggi il grosso problema dell’acqua alta in città è che imbeve i muri delle case danneggiandoli. In più, obbliga molti esercenti a chiudere i propri negozi, che stanno al piano terra e dunque in molte zone del centro storico rischiano di venire allagati.

Nei messaggi dell’allerta meteo con cui i residenti a Venezia vengono avvisati ogni volta che è prevista l’acqua alta, si legge che il Mose è stato attivato in realtà in alcune occasioni anche quando il livello della marea non aveva raggiunto i 110 centimetri. Questo succede però perché il Mose viene attivato quando le previsioni indicano un livello della marea in città pari o superiore ai 101 centimetri, perché viene considerato un margine di errore di circa dieci centimetri.

Peraltro in certe zone della città bastano anche 95 centimetri di acqua per rendere inagibili alcuni servizi, come il passaggio di battelli, ambulanze e Vigili del fuoco in alcuni canali interni. L’attivazione del Mose sotto la soglia dei 110 centimetri è una questione che però suscita irritazione tra i portuali, dal momento che quando il Mose è attivo il traffico delle navi verso Porto Marghera (la zona industriale vicino a Mestre) viene rallentato, perché le dighe mobili ne bloccano il passaggio per qualche ora.

Il Mose è un’enorme diga mobile installata sulle tre bocche di porto, cioè tre passaggi, che separano la laguna di Venezia dal mare: quella del Lido, quella di Malamocco (da cui passa appunto il tragitto verso Porto Marghera) e quella di Chioggia. La marea viene bloccata da 78 paratoie, che sono cassoni metallici larghi tra i 18 e i 29 metri, attaccati a enormi blocchi di cemento sul fondale. Normalmente le paratoie rimangono disposte sul fondale, ma si alzano quando l’alta marea supera una certa soglia, proteggendo la laguna.

Ogni innalzamento delle paratoie costa circa 200mila euro. In totale la costruzione del Mose e delle opere complementari è costata finora oltre 6,7 miliardi euro.