Israele ha approvato alcune leggi per aumentare il suo controllo della Cisgiordania

Il gabinetto di sicurezza del governo israeliano ha approvato una serie di misure per espandere il controllo della Cisgiordania, un territorio che secondo la comunità internazionale appartiene ai palestinesi ma che Israele di fatto controlla e governa. Le nuove leggi riguardano fra le altre cose la compravendita di terreni e favoriscono molto i coloni, cioè gli abitanti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale.
Il gabinetto di sicurezza include alcuni dei ministri con le posizioni più estremiste sulla Cisgiordania, e queste nuove misure sono state fortemente criticate sia dall’Autorità nazionale palestinese (l’istituzione che esercita alcune limitate forme di governo su parte della Cisgiordania) che da Hamas. L’associazione che riunisce le autorità municipali delle colonie ha lodato le nuove misure come una sorta di annessione di fatto della Cisgiordania a Israele.
Tra i provvedimenti approvati c’è l’annullamento del divieto di vendita di terreni in Cisgiordania agli israeliani ebrei e la pubblicazione dei registri catastali del territorio, che finora erano documenti riservati, per rendere più facili le vendite. Il divieto di vendita di terreni a persone non musulmane risale al periodo in cui la zona era amministrata dalla Giordania (fra il 1948 e il 1967): finora chi non era musulmano non poteva acquistare la terra a titolo personale, ma solo tramite società private. In questo modo sarà più facile per i coloni appropriarsi dei terreni dei palestinesi, anche con le minacce e la violenza.
È stato disposto anche che Israele, e non più il municipio locale legato all’Autorità nazionale palestinese, supervisioni le attività edili e la pianificazione urbanistica in alcuni luoghi sensibili o di importanza religiosa nella città di Hebron (chiamata al Khalil in arabo), nel sud della Cisgiordania: fra questi c’è la Tomba dei Patriarchi, un luogo al centro di aspre contese fra musulmani ed ebrei. Inoltre Israele si è accordato il permesso di gestire questioni di rilevanza archeologica e ambientale, fra cui la gestione delle acque, anche nelle zone amministrate da istituzioni palestinesi (che ricoprono una piccola frazione del territorio): sono strumenti che spesso le autorità israeliane hanno usato per costringere la popolazione palestinese ad abbandonare le proprie case e i luoghi che ha tradizionalmente abitato.
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