Il partito conservatore Bhumjaithai ha vinto le elezioni in Thailandia
È quello del primo ministro uscente Anutin Charnvirakul, che ha puntato sul nazionalismo e ha il sostegno di monarchia ed esercito

Il partito del primo ministro uscente ha vinto le elezioni in Thailandia per il rinnovo della Camera dei rappresentanti, la camera bassa dell’Assemblea nazionale. I risultati non sono ancora definitivi, ma sono piuttosto consolidati, e il partito conservatore e nazionalista Bhumjaithai di Anutin Charnvirakul avrà la maggioranza relativa dei seggi. La vittoria è piuttosto larga ed è una sorpresa: i sondaggi indicavano il Partito del Popolo, progressista e riformista, come favorito, anche se si riteneva difficile che avrebbe potuto formare un governo. In Thailandia infatti l’establishment, formato principalmente da monarchia ed esercito, o è quasi sempre riuscito a evitare che prendessero il potere partiti riformatori.
Con circa l’80 per cento dei voti scrutinati il Bhumjaithai dovrebbe assicurarsi oltre 175 dei 500 seggi e potrà probabilmente formare un governo con l’appoggio del partito Pheu Thai, formazione populista e centrista che dovrebbe averne fra i 75 e gli 80. Il Pheu Thai è il partito della famiglia Shinawatra, una delle più ricche e influenti della Thailandia. Dopo decenni di lotte oggi non è più su posizioni anti-establishment: al contrario negli ultimi anni ha sostenuto alcuni governi favorevoli alla monarchia e all’esercito. Il Partito del Popolo dovrebbe ottenere 80 seggi, mentre è notevole il risultato dell’altro partito populista, Klatham, che passa da 0 a oltre 50 seggi.
Quelle di domenica erano elezioni anticipate, convocate lo scorso dicembre da Anutin mentre erano in corso combattimenti sul confine tra Thailandia e Cambogia: nelle intenzioni del primo ministro gli scontri avrebbero rafforzato il nazionalismo, favorendo il suo partito.
Anutin ha 59 anni ed è un politico esperto: è stato ministro dell’Interno e della Salute e vice primo ministro, e ha gestito l’emergenza coronavirus nel paese. È un fedele sostenitore della monarchia, un argomento al centro del dibattito politico thailandese: i movimenti progressisti vorrebbero ridimensionare il suo ruolo e limitare le accuse per il reato di lesa maestà, usate spesso con motivazioni politiche per ostacolare chi critica il re e l’establishment. Nonostante sia generalmente conservatore, Anutin ha anche guidato il processo di legalizzazione della cannabis nel paese.



