Dopo il licenziamento di un terzo dei dipendenti, si è dimesso l’amministratore delegato del Washington Post

L’amministratore delegato del Washington Post, Will Lewis, si è dimesso dal proprio incarico dopo pochi giorni dal licenziamento di circa trecento persone, tra gli ottocento giornalisti e altri dipendenti che lavorano al giornale. Nel breve comunicato con cui ha annunciato le dimissioni, Lewis non ha fornito particolari dettagli sulla propria decisione, giustificandola come una scelta «per assicurare un futuro sostenibile» al giornale, una delle testate che hanno fatto la storia del giornalismo negli Stati Uniti. Jeff D’Onofrio, l’attuale direttore finanziario, assumerà temporaneamente la carica di amministratore delegato.
Le dimissioni hanno sorpreso diversi osservatori: dopo l’annuncio dei licenziamenti mercoledì scorso, Lewis aveva continuato a lavorare normalmente e a organizzare riunioni. Lewis era stato scelto nel 2024 dal proprietario del Washington Post, il miliardario Jeff Bezos, per provare a rilanciare il giornale, ridurre le perdite economiche e aumentare la quantità di persone abbonate. Lewis, che in precedenza aveva lavorato come amministratore delegato di Dow Jones (che pubblica tra gli altri il Wall Street Journal), aveva provato diversi approcci per riuscirci, intensificando la presenza del giornale sui social network e seguendo metodi che non erano piaciuti alla direttrice Sally Buzbee, che dopo poco tempo si era dimessa. Il recente licenziamento di 300 persone ha ricevuto molte critiche e sollevato nuovi dubbi e questioni sul modo in cui la proprietà di Bezos sta influendo sul giornale.


