Il cosiddetto Consiglio di Pace di Trump si riunirà per la prima volta a Washington il 19 febbraio

Donald Trump durante la cerimonia di firma del Board of Peace a Davos, il 22 gennaio 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)
Donald Trump durante la cerimonia di firma del Board of Peace a Davos, il 22 gennaio 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)

Il cosiddetto Consiglio di Pace (Board of Peace) voluto da Donald Trump si riunirà per la prima volta a Washington il 19 febbraio: lo ha anticipato il sito Axios e lo hanno confermato vari media statunitensi dopo aver preso visione delle lettere di invito. Il Consiglio di Pace è nato per gestire il processo di pace e la ricostruzione nella Striscia di Gaza, ma secondo le intenzioni dell’amministrazione di Trump dovrebbe gestire e risolvere i conflitti di tutto il mondo. Secondo i critici questa organizzazione a inviti e a pagamento (è necessario versare un miliardo di dollari per diventarne membri permanenti) ha l’obiettivo di sostituire, più che affiancare, le Nazioni Unite. Trump, in quanto presidente del Consiglio, manterrebbe un diritto di veto.

La riunione a Washington dovrebbe discutere la cosiddetta “fase due” del cessate il fuoco a Gaza, che prevede il disarmo di Hamas, il ritiro di Israele dalla Striscia e l’inizio dei piani di ricostruzione, tutte questioni su cui manca un accordo definitivo. Al Board of Peace non hanno aderito i principali paesi europei, compresa l’Italia: al momento ne fanno parte una ventina di paesi. L’atto fondativo è stato firmato a Davos (Svizzera) a gennaio da Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Qatar, Bahrein, Pakistan, Turchia, Ungheria, Marocco, Kosovo, Albania, Bulgaria, Argentina, Paraguay, Kazakistan, Mongolia, Uzbekistan, Indonesia e Vietnam. Israele non ha ancora firmato per l’ingresso nel Consiglio, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l’adesione: incontrerà Trump a Washington il 18 febbraio, un giorno prima del previsto primo incontro del Board.