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  • Venerdì 6 febbraio 2026

La Serie A di calcio vista dal basso

All'ultimo posto ci sono Verona e Pisa, che hanno appena cambiato allenatore e stanno per affrontarsi

La delusione dell'attaccante del Verona Gift Orban dopo la recente sconfitta contro l'Udinese (Alessandro Sabattini/Getty Images)
La delusione dell'attaccante del Verona Gift Orban dopo la recente sconfitta contro l'Udinese (Alessandro Sabattini/Getty Images)
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Stasera nella Serie A maschile di calcio si affrontano le ultime due squadre della classifica, Verona e Pisa. Entrambe hanno 14 punti, entrambe hanno appena cambiato allenatore ed entrambe hanno urgente bisogno di vincere. Il Verona non lo fa da 8 partite e nell’ultima giornata ha perso 4-0 contro il Cagliari; il Pisa ha vinto una sola partita su 23 e nelle ultime due contro Inter e Sassuolo ha subito 9 gol.

La loro situazione non è del tutto compromessa, comunque. Alla fine del campionato retrocederanno in Serie B le ultime tre della classifica, e in questo momento la quartultima, il Lecce, ha solo 4 punti in più. Terzultima c’è la Fiorentina, che sta continuando a rendere ben al di sotto delle aspettative e del livello dei suoi calciatori. A inizio gennaio, dopo quattro mesi sportivamente drammatici, pareva essersi ripresa: aveva fatto 8 punti in 4 partite. Nelle ultime due giornate però ha perso contro il Napoli e soprattutto in casa contro il Cagliari, rimanendo in zona retrocessione; quella appena sopra è chiamata in gergo, con non poca enfasi, “zona salvezza”. Le squadre di queste due zone sono quelle che, sempre in gergo, sono impegnate nella “lotta per non retrocedere”.

Secondo diversi commentatori non possono considerarsi del tutto tranquille nemmeno Genoa, Parma e Cremonese, che hanno tutte e tre 23 punti, ma sono in momenti un po’ diversi. Il Genoa, da quando ha Daniele De Rossi come allenatore, è diventata una squadra più offensiva e vivace, come dimostrano le recenti vittorie per 3-0 contro il Cagliari e per 3-2, in rimonta, contro il Bologna.

La Cremonese era partita forte, poi ha rallentato, un po’ forse proprio perché è in una posizione di classifica tranquilla, per ora. È allenata da uno specialista delle salvezze come Davide Nicola, ha tanti calciatori esperti e a gennaio ne ha presi altri che dovrebbero aiutarla a raggiungere il suo obiettivo (Sebastiano Luperto, Morthen Thorsby, Milan Djuric e Youssef Maleh). Il Parma e il suo giovane allenatore Carlos Cuesta si erano fatti notare fino a questo momento per un gioco molto difensivo, ma nelle ultime due partite ha subito 8 gol da Atalanta e Juventus, e non sta vivendo un gran periodo. Continua a non fare molti gol, e per di più ha iniziato a subirne molti.

Il Pisa ha appena esonerato Alberto Gilardino e per sostituirlo ha scelto un allenatore molto giovane, che non ha mai allenato in Italia: Oscar Hiljemark, svedese di 33 anni. Hiljemark ha un passato da calciatore di buon livello; ha giocato anche in Italia, con il Palermo e il Genoa, poi a 28 anni si ritirò per via di vari infortuni e iniziò la carriera di allenatore. Finora ha allenato l’Aalborg in Danimarca e l’Elfsborg in Svezia. Quella del Pisa è insomma una grande scommessa e una scelta in controtendenza con quello che in genere fanno le squadre di Serie A in queste situazioni, e cioè affidarsi ad allenatori navigati e abituati a guidare squadre che non devono retrocedere.

Anche nella costruzione della squadra, del resto, il Pisa ha fatto scelte poco convenzionali. Nel solo calciomercato di gennaio (il momento in cui le squadre possono rinforzarsi e cambiare giocatori a stagione in corso) ha acquistato calciatori dal campionato ceco, belga, polacco, argentino e inglese, quasi tutti semisconosciuti. Ha speso in totale 18 milioni di euro: tanti, per essere l’ultima in classifica. Il più pagato è stato l’attaccante nigeriano Rafiu Durosinmi, costato 9 milioni.

È difficile lottare per non retrocedere con calciatori poco abituati a giocare in Serie A. Le scelte del Pisa ricordano per certi versi quelle del Venezia di qualche anno fa: acquisti esotici, ambiziosi e interessanti soprattutto in ottica futura, ma non abbastanza concreti per giocarsela con le avversarie che lottano per non retrocedere.

Rafiu Durosinmi, uno dei nuovi acquisti del Pisa (Gabriele Maltinti/Getty Images)

Sono 7 stagioni che il Verona riesce a restare in Serie A con una strategia non troppo diversa da quella del Pisa, comunque. Il suo direttore sportivo, Sean Sogliano, viene considerato uno dei migliori per competenza, inventiva e capacità di scovare calciatori sconosciuti e forti, pagandoli spesso meno del loro valore reale.

Nella scorsa stagione il Verona aveva alternato vittorie sorprendenti ed entusiasmanti (3-0 con il Napoli, 3-2 a Bologna) a sconfitte nette (6-1 con l’Atalanta, 5-0 con l’Inter, 4-1 con l’Empoli). Alla fine era arrivato quattordicesimo, un risultato che aveva portato alla conferma dell’allenatore Paolo Zanetti.

Quest’anno però, nonostante l’arrivo di altri calciatori promettenti, le cose sono peggiorate. Il Verona è diventato più discontinuo e sempre più vulnerabile in difesa: è la squadra che ha subito più gol di tutte, 41, e assieme al Lecce è quella che ha perso più partite di tutte, 13. Dopo l’ultima sconfitta contro il Cagliari la dirigenza ha deciso di esonerare Zanetti e di nominare Paolo Sammarco, che negli ultimi quattro anni aveva allenato la Primavera del Verona. Per il momento ha ricevuto l’incarico fino alla fine della stagione.

L’ex allenatore del Verona Paolo Zanetti (Timothy Rogers/Getty Images)

Quartultimo come detto è il Lecce, che per il momento sarebbe l’ultima squadra salva. Il suo allenatore, Eusebio Di Francesco, arriva da due retrocessioni consecutive: quella con il Frosinone del 2024, decisa all’ultima giornata dopo un girone di andata entusiasmante, e quella con il Venezia del 2025.

In entrambi i casi le sue squadre avevano giocato spesso in modo coraggioso e propositivo, ma anche ingenuo. Forse per questo, oltre che per la qualità non eccelsa dei calciatori a disposizione, con il Lecce Di Francesco ha deciso di puntare su un gioco meno spettacolare e più guardingo. Non sta andando malissimo, però si può sempre ipotizzare che la Fiorentina prima o poi riuscirà a giocare con continuità su un livello più alto, e in quel caso il Lecce dovrà riuscire a superare almeno un’altra squadra per salvarsi.