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  • Venerdì 6 febbraio 2026

Le Olimpiadi di Milano Cortina, sul Post

Le seguiremo con una newsletter, un podcast, un liveblog e con articoli quotidiani

(REUTERS/Yves Herman)
(REUTERS/Yves Herman)
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Con la cerimonia di apertura di stasera iniziano ufficialmente le Olimpiadi invernali di Milano Cortina (e Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Anterselva), che andranno avanti fino al 22 febbraio. Sono le prime in Italia dopo vent’anni, le prime ad avere due città nel nome, le prime invernali per Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea Bissau, le prime con due giornalisti del Post come tedofori.

Al Post le racconteremo, anzi abbiamo già cominciato a farlo, in vari modi. C’è la newsletter Doposcì, che esce ogni giorno dopo le 10 e mette assieme il programma della giornata, storie di atlete e atleti notevoli, curiosità su sport e specialità, polemichine e problemi logistici, ambientali, sociali, insomma tutto ciò che sta intorno alle Olimpiadi.

Come per le Olimpiadi di Parigi, Matteo Bordone sospende il suo podcast quotidiano Tienimi Bordone per condurre TieniMi Cortina, che uscirà tutti i giorni intorno alle 18 a partire da oggi. Si parlerà di sport invernali, spiegando (non per forza bene) quel che c’è da spiegare, interrogandosi sul senso di certe gare e scelte, con il consueto approccio di Bordone, che di consueto ha ben poco. Per avere un’idea, qui potete ascoltare il trailer e accendere le notifiche.

Sempre da questo pomeriggio ci sarà un liveblog dedicato alle Olimpiadi. Dentro ci troverete un po’ di cronaca (risultati, medaglie, cose che stanno per succedere), ma anche varie spiegazioni e curiosità su sport spesso peculiari e poco noti come quelli invernali. L’idea è che sia utile sia a chi non sta guardando le gare e vuol sapere cosa sta succedendo, sia a chi le sta guardando ma vuole saperne di più, o semplicemente avere un po’ di compagnia.

Oltre a newsletter, podcast e liveblog, ogni giorno usciranno articoli per raccontare e spiegare che succede dentro e fuori dalle gare, qualche volta pure sul posto: ci sono un paio di giornalisti del Post che, logistica permettendo, proveranno a raggiungere le montagne.