Nella Francia del rugby è tornato Antoine Dupont, e si vede
Dopo 334 giorni e un infortunio grave, ha guidato la sua nazionale in una grande vittoria contro l'Irlanda al Sei Nazioni

Giovedì si è giocata a Parigi Francia-Irlanda, la partita inaugurale del Sei Nazioni, il prestigioso torneo di rugby a 15 che si gioca ogni anno tra le migliori nazionali europee (tra cui c’è anche l’Italia). Era una delle gare più attese, perché considerata decisiva – Irlanda e Francia hanno vinto le ultime quattro edizioni, due a testa – e perché dopo 334 giorni è tornato a giocare nella nazionale francese il capitano Antoine Dupont, uno dei rugbisti migliori al mondo che l’anno scorso aveva subìto un grave infortunio.
Alla fine ha vinto proprio la Francia 36 a 14. La partita sembrava già decisa nel primo tempo, chiuso sul 22 a zero: l’Irlanda ha provato a reagire nel secondo, segnando 14 punti in appena 180 secondi, ma non è bastato contro una Francia nettamente superiore in attacco e con giocatori più affermati.
Tra questi ha spiccato (senza sorprese) proprio Dupont, che ha 29 anni e fa il mediano di mischia, o “nove” (nel rugby ai ruoli corrispondono precisi numeri sulle maglie, un po’ come nel calcio di una volta).
In sostanza, il nove è il primo giocatore a toccare la palla durante un’azione offensiva ed è spesso tra quelli più piccoli e veloci: Dupont è alto un metro e 75. Il nove gioca di fianco al mediano d’apertura (0 “dieci”), che spesso è considerato il giocatore più importante di una squadra: è quello più creativo, che prende le decisioni principali e costruisce l’attacco.
Ma quando c’è Dupont in campo, il dieci conta davvero poco. È un giocatore così completo – creativo, rapido e scaltro, tra le altre cose – che spesso la palla e l’organizzazione dell’attacco passano da lui, anziché dal mediano d’apertura. Secondo Paolo Malpezzi di Sky, giornalista esperto di rugby, Dupont «sa fare tutto: passare, calciare, placcare, attaccare in prima persona la difesa avversaria, batterla con linee di corsa elusive per poi fornire assist decisivi ai compagni e anche finalizzare all’occorrenza». Oltre a essere eccellente in attacco, infatti, Dupont lo è anche in difesa: per la sua statura, ha una prestanza fisica impressionante e fa placcaggi altrettanto sbalorditivi.
Dupont è un numero nove così forte che è stato persino paragonato da Planet Rugby a quello che è stato Diego Armando Maradona per il calcio, cioè uno dei numeri dieci (!) più famosi, forti e creativi di sempre. Dupont a volte l’ha pure indossato, il numero dieci.
Che sia forte lo dicono anche i trofei vinti in carriera. Con il Tolosa – la squadra di club con cui gioca dal 2017 – ha vinto quattro volte il campionato francese e due volte la Champions Cup, il principale torneo europeo. Con la Francia, dov’è capitano da quasi cinque anni, ha vinto due volte il Sei Nazioni (nel 2022 e nel 2025) e nel 2021 fu pure nominato il miglior giocatore di rugby al mondo. Nel 2024 si dedicò per un periodo al rugby a 7, per partecipare alle Olimpiadi (dove la versione a 15 non esiste da più di un secolo) e vinse la medaglia d’oro. L’unico trofeo importante che deve ancora vincere con la Francia è il Mondiale: la prossima edizione sarà nel 2027.
Dupont si procurò il recente brutto infortunio alla penultima partita dello scorso Sei Nazioni, rompendosi il crociato. La Francia vinse comunque il torneo, a conferma della complessiva competitività della squadra, ma per lui fu un duro colpo. La rottura del legamento crociato è uno degli infortuni più gravi per un atleta professionista, e Dupont non ha potuto giocare per otto mesi.
Non sembra comunque che l’infortunio abbia cambiato qualcosa del suo modo di giocare. Al suo rientro, lo scorso novembre, è tornato subito il solito rugbista esuberante e decisivo. Lo si è capito sin dalla prima partita dopo l’infortunio, quella del Tolosa contro il Racing, dove aveva subito fatto questo assist spettacolare:
Al contrario, in Francia-Irlanda Dupont è stato meno divertente del solito, non perché non abbia giocato bene, ma perché la pioggia ha reso il campo e il pallone molto scivolosi, rendendo difficili le giocate più azzardate. La sua prestazione è stata comunque di altissimo livello: l’Equipe lo ha definito «onnipresente», con i suoi passaggi precisi, eleganti e poco rischiosi. All’inizio del secondo tempo, per esempio, ha calciato un pallonetto con cui ha scavalcato la difesa dell’Irlanda e ha innescato l’azione del 27 a zero.
L’attacco della Francia ha funzionato alla grande contro l’Irlanda anche perché Dupont ha avuto al suo fianco un numero “dieci” di alto livello, Matthieu Jalibert, capace di adattarsi a un gioco incentrato soprattutto sul “nove”. Anche lui non giocava da titolare da circa un anno, ma ha fatto una grande partita, sfruttando gli spazi lasciati liberi dai difensori, troppo concentrati su Dupont, e dimostrando un’ottima intesa con lui.
Il Sei Nazioni continuerà fino a sabato 14 marzo e tutte le nazionali coinvolte giocheranno cinque partite, una per ciascuna delle avversarie. Oltre alla Francia, all’Irlanda e all’Italia ci sono anche Galles, Scozia e la favoritissima Inghilterra. L’Italia inizierà il torneo sabato alle 15:10 contro la Scozia. Il torneo si può vedere su Sky o sulla sua piattaforma di streaming Now, ma le partite dell’Italia saranno trasmesse anche in chiaro, gratuitamente: Italia-Scozia si potrà vedere su TV8.



