«Dobbiamo riprenderci Tolkien»

Lo ha detto Elly Schlein parlando di un certo complesso di inferiorità della sinistra, e provocando un po' di dibattito a destra

Elly Schlein durante un evento del Partito Democratico a Milano, 1 febbraio 2026 (ANSA/MATTEO CORNER)
Elly Schlein durante un evento del Partito Democratico a Milano, 1 febbraio 2026 (ANSA/MATTEO CORNER)

Domenica durante un comizio a Milano la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di un certo senso di inferiorità del suo partito nei confronti degli altri partiti, specialmente verso quelli di destra. Come esempio di questo senso di inferiorità ha citato lo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, che la destra ha reso un po’ un proprio simbolo culturale, malgrado Tolkien non fosse certo di destra, né lo sia la stragrande maggioranza dei fan delle sue opere.

In Italia l’appropriazione di Tolkien a opera di una parte della destra radicale risale agli anni Settanta, ma mantiene alcune tracce ancora oggi. Nel 2023 per esempio l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano promosse una mostra proprio su Tolkien a Roma, alla cui inaugurazione parteciparono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Riguardo a questa appropriazione, Schlein ha detto:

Sul complesso di inferiorità, dico, non dobbiamo non solo averne ma, per dirla con Chiara Valerio [scrittrice e autrice di un podcast settimanale del Post, ndr], dobbiamo riprenderci Tolkien.

Tolkien è uno dei capostipiti della narrativa fantasy moderna e autore della conosciutissima saga del Signore degli Anelli, pubblicata tra il 1954 e il 1955. A partire dagli anni Settanta la parte più estrema della destra italiana cominciò a sviluppare un interesse e una fascinazione per le opere di Tolkien, per diverse ragioni.

In quegli anni le destre radicali europee e in particolare quella italiana stavano attraversando un lungo periodo di crisi in cui dovettero reinventarsi. Quasi ovunque erano state emarginate politicamente a seguito della sconfitta del nazifascismo: per questo sia gli esponenti della destra radicale che i militanti neofascisti erano in cerca di un nuovo immaginario di riferimento a cui rifarsi, e attribuirono al Signore degli Anelli significati simbolici fino a quel momento inediti. Il Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), organizzò più volte un festival chiamato “Campo Hobbit”, dal nome delle creature fantastiche presenti nella saga.

Probabilmente i militanti furono affascinati anche dal fatto che l’opera di Tolkien si ispira abbastanza esplicitamente alla mitologia norrena e a quella nordeuropea, un altro immaginario di riferimento neofascista (le croci celtiche sono un simbolo usato di frequente dall’estrema destra).

Va detto che il modo in cui la destra ha fatto suo Tolkien è anche un po’ una mistificazione: poiché in quel momento si sentiva esclusa dal dibattito politico, trovò nei suoi libri un passato mitico e antichissimo, ancorato alle tradizioni, per reinventare il proprio immaginario ed evadere dal presente. Tutto ciò avvenne nonostante Tolkien non avesse mai fatto espliciti accenni o rimandi all’ideologia dell’estrema destra. Era risaputo infatti che Tolkien fosse in realtà di orientamento cristiano conservatore, e che in più occasioni avesse dimostrato la propria contrarietà al fascismo.

Le dichiarazioni di Schlein hanno generato qualche agitazione tra i commentatori e i politici di destra: Sangiuliano, che dopo essersi dimesso da ministro è diventato capogruppo di Fratelli d’Italia in Campania, ha detto che Schlein ora vuole prendere ispirazione da Tolkien, ma che lo prese in giro quando lui ne promosse la mostra. La questione della “battaglia culturale” su Tolkien ha avuto ampio spazio anche sui quotidiani di destra come Libero La Verità.