È morto un ragazzo svizzero ferito nell’incendio di Crans-Montana: i morti sono ora 41

Il gazebo creato per proteggere le candele e i fiori in memoria delle persone morte nell'incendio di Crans-Montana (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)
Il gazebo creato per proteggere le candele e i fiori in memoria delle persone morte nell'incendio di Crans-Montana (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)

Sabato è morto uno dei ragazzi che erano rimasti feriti nel grave incendio avvenuto la notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Era un cittadino svizzero di 18 anni, ricoverato all’ospedale di Zurigo. Lo ha detto in una nota Béatrice Pilloud, la procuratrice generale del canton Vallese, dove si trova Crans-Montana, che sta coordinando le indagini sull’accaduto. Pilloud ha aggiunto che per il momento non saranno diffuse ulteriori informazioni. Il numero delle persone morte a causa dell’incendio sale così a 41, quello dei feriti diventa 115.

Per l’incendio, causato da alcune candele scintillanti che hanno infiammato i pannelli fonoassorbenti attaccati al soffitto, sono indagate quattro persone: i due proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, insieme a un ex funzionario del comune e all’attuale capo del servizio di sicurezza pubblica del comune. Nel locale non venivano fatti controlli di sicurezza dal 2019.

Dopo che il governo italiano aveva manifestato un certo malcontento per la gestione di alcuni aspetti delle indagini, negli scorsi giorni la Svizzera ha accettato che l’Italia collaborasse nell’inchiesta, che proseguirà in parallelo con un’altra indagine aperta dalla procura di Roma.

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