L’FBI ha perquisito un ufficio elettorale della Georgia, per un’indagine sulle elezioni presidenziali del 2020

L’FBI, la polizia federale statunitense, ha perquisito un ufficio elettorale della contea di Fulton, in Georgia, nell’ambito di un’indagine del dipartimento della Giustizia sulle elezioni presidenziali del 2020, che il presidente Donald Trump perse contro Joe Biden. La Georgia è lo stato in cui Trump fu accusato di aver tentato di sovvertire i risultati di quelle elezioni: al centro delle accuse c’era una telefonata che Trump fece con il segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger, in cui Trump tentò di convincerlo a «trovare 11.780 voti» necessari per spostare il risultato delle elezioni in Georgia, e di conseguenza quello generale, in suo favore.
Quelle accuse furono archiviate lo scorso novembre, ma a dicembre il dipartimento della Giustizia, che dipende dal governo, ha citato in giudizio i funzionari della contea di Fulton, chiedendo il materiale relativo alle elezioni del 2020. Nella causa si chiedevano «tutte le schede elettorali utilizzate e nulle, le matrici di tutte le schede elettorali, le buste con le firme e i corrispondenti file digitali delle buste delle elezioni generali del 2020 nella contea di Fulton». Mercoledì gli agenti dell’FBI si sono presentati nell’ufficio e hanno caricato diversi faldoni su alcuni furgoni, per poi andare via: la perquisizione è stata accolta molto male dai funzionari elettorali locali. La commissaria della contea di Fulton, Mo Ivory, l’ha definita «un attacco» al voto delle persone.


