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  • Mercoledì 28 gennaio 2026

Sono stati due agenti a sparare ad Alex Pretti

E sono stati sospesi dopo i risultati di un'indagine preliminare che smentisce ancora le tesi dell’amministrazione Trump

Un memoriale spontaneo in ricordo di Pretti a Minneapolis, 28 gennaio 2026 (Kerem Yücel/Minnesota Public Radio via AP)
Un memoriale spontaneo in ricordo di Pretti a Minneapolis, 28 gennaio 2026 (Kerem Yücel/Minnesota Public Radio via AP)

Tutti i principali giornali statunitensi hanno pubblicato i risultati di un’indagine preliminare condotta dalla Customs and Border Protection (CBP), l’agenzia federale che si occupa dei controlli di polizia alle frontiere, secondo cui a sparare e a uccidere Alex Pretti a Minneapolis sono stati due agenti, e non uno, come si pensava inizialmente. Pretti aveva 37 anni ed era un infermiere: è stato ucciso sabato mentre partecipava a una delle molte proteste organizzate in Minnesota contro le operazioni anti-immigrazione ordinate dall’amministrazione del presidente Donald Trump.

L’indagine conferma quanto già era emerso dai video girati al momento dell’omicidio, e aggiunge altri dettagli. Nel rapporto non si fa nessuna menzione di quanto era stato affermato dopo l’omicidio dal dipartimento di Sicurezza Nazionale, secondo cui Pretti voleva «massacrare le forze dell’ordine», che avrebbero quindi sparato per autodifesa. Poco dopo l’omicidio, inoltre, la segretaria per la Sicurezza nazionale Kristi Noem aveva detto che Pretti «brandiva» una pistola prima di essere ucciso: la sua affermazione era già stata contraddetta dai video, e non è stata confermata dall’indagine della CBP.

Nei video girati al momento dell’uccisione si vedono vari agenti che colpiscono violentemente Pretti a terra, dopo che questo aveva provato a difendere una manifestante spintonata da un agente. A quel punto gli agenti lo mettono in ginocchio, lo afferrano per le gambe e poi lo spingono sulla schiena per atterrarlo.

– Leggi anche: Cosa mostrano i video dell’omicidio di Alex Jeffrey Pretti a Minneapolis

Mentre è immobilizzato si sente uno degli agenti gridare che Pretti ha una pistola, cosa che potrebbe indicare che fino a quel momento – cioè finché non era già a terra – non sapevano se ne avesse effettivamente una addosso (in Minnesota, come in altri stati, è legale portare con sé un’arma se si ha un permesso, e Pretti lo aveva). Un agente gli toglie l’arma, poi un altro gli spara da vicino, alla schiena. In seguito si sentono diversi altri colpi di pistola, ma dal video non è chiaro quale agente li abbia sparati.

Secondo il rapporto della CBP, dopo che Pretti era stato atterrato e immobilizzato, era stato un agente della CBP a gridare che quest’ultimo aveva una pistola. Cinque secondi dopo un agente della Border Patrol, polizia federale che si occupa di immigrazione e controllo dei confini, e che fa parte della CBP, aveva sparato con la sua pistola Glock 19 contro Pretti; in seguito anche un agente della CBP aveva fatto lo stesso, con una pistola Glock 47. Il rapporto non specifica quanti proiettili abbia sparato ciascun agente.

Dopo aver sparato, gli agenti della CBP avevano tagliato i vestiti di Pretti e gli avevano fornito assistenza medica. Un’ambulanza era arrivata sul posto dieci minuti dopo. Pretti era stato dichiarato morto in ospedale alle 9:32.

Mercoledì sera (ora italiana) il dipartimento di Sicurezza interna ha detto che i due agenti sono stati sospesi: ha comunicato che è la procedura standard in questi casi, ma nei giorni scorsi era stato lo stesso comandante dell’ICE Gregory Bovino a sostenere che i due fossero ancora in servizio. Non è comunque stata resa nota la loro identità, né se gli altri agenti che hanno contribuito al fermo di Pretti abbiano subito delle conseguenze disciplinari.

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