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  • Martedì 27 gennaio 2026

L’idea del governo per limitare i controlli della Corte dei conti sul ponte sullo Stretto

È in discussione un decreto che dà più poteri alla società che gestisce l'opera, e su cui la presidenza della Repubblica ha dei dubbi

La zona di Torre Faro, a nord di Messina, dove dovrebbe essere costruito uno dei due piloni del ponte sullo Stretto
La zona di Torre Faro, a nord di Messina, dove dovrebbe essere costruito uno dei due piloni del ponte sullo Stretto (ANSA/CARMELO IMBESI)

Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina è molto in ritardo rispetto al previsto, e questo ha spinto il governo a studiare come rendere le procedure più snelle e veloci: uno dei modi ipotizzati è limitare i controlli della Corte dei conti, già intervenuta per sollevare dubbi sulla regolarità delle autorizzazioni concesse dal ministero dei Trasporti. È però un obiettivo contestato dagli stessi magistrati, dalle associazioni ambientaliste e civiche che si oppongono al progetto. E anche la presidenza della Repubblica ha espresso qualche perplessità, sollecitando in maniera riservata il governo a fare ulteriori valutazioni.

Negli ultimi giorni si è discusso del piano del governo per via della bozza di un decreto che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri tra mercoledì e giovedì. È appunto una bozza, quindi non c’è nulla di deciso, ma al netto delle modifiche che saranno fatte nelle prossime ore il testo mostra in modo piuttosto chiaro l’orientamento attuale del governo.

Per prima cosa il decreto prevede la nomina di Pietro Ciucci a commissario straordinario del ponte sullo Stretto. Ciucci è l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, a cui il governo ha affidato la gestione del progetto: l’idea è di avere un unico referente che si farà carico di tutti i problemi. Le polemiche però non sono dovute tanto alla sua nomina, quanto ad alcuni commi che riguardano i poteri della Corte dei conti.

Alla fine di ottobre la Corte dei conti non aveva approvato il progetto, anzi più tecnicamente non aveva approvato la delibera con cui lo scorso agosto il Cipess (l’organo di governo che approva gli investimenti pubblici e decide la destinazione dei fondi statali) aveva approvato il progetto del ponte e i relativi finanziamenti.

I dubbi dei magistrati erano principalmente due: il primo riguarda le deroghe ai vincoli ambientali giustificate con una relazione (l’IROPI, Imperative Reasons of Overriding Public Interest) approvata dal governo per dichiarare il ponte un’infrastruttura di interesse militare. La procedura serviva di fatto ad aggirare il vincolo ambientale.

Il secondo dubbio riguarda i limiti della direttiva europea sugli appalti pubblici, che impone di fare una nuova gara quando i costi del progetto aumentano di più del 50 per cento rispetto a quelli iniziali. Il governo ha seguito una procedura inusuale per un progetto così grande e importante: ha riattivato un contratto stipulato nel 2005 con il consorzio Eurolink, un raggruppamento di aziende guidato dalla grande impresa di costruzioni Webuild, senza fare una nuova gara internazionale.

A causa della bocciatura della Corte dei conti, la delibera del Cipess deve essere riscritta e poi valutata di nuovo dai giudici. Dalla bozza del decreto sembra evidente che il governo voglia cambiare i criteri di giudizio: si legge infatti che la Corte dei conti potrebbe esprimersi solo sulla delibera del Cipess in sé e non su tutti gli atti da cui è composta, compresa quindi la relazione IROPI e l’esclusione dalle regole internazionali sugli appalti.

– Leggi anche: Il progetto del ponte sullo Stretto è tornato indietro di otto mesi

L’associazione dei magistrati della Corte dei conti ha detto che questo decreto, se approvato, «svuoterebbe di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha replicato così: «È incredibile come qualcuno contesti i contenuti di un decreto senza che il decreto ancora esista. Pur di aprire i cantieri per il ponte nel massimo della trasparenza e legalità vogliamo ascoltare i rilievi della Corte dei conti. Ma che i magistrati contestino il decreto ancora prima che ci sia mi fa venire il dubbio che qualcuno pregiudizialmente non voglia il ponte».

Il ministero ha poi diffuso una nota per spiegare che le nuove norme non vogliono limitare le competenze e il ruolo della Corte dei conti, ma anzi seguire le indicazioni degli stessi magistrati contabili. Il Sole 24 Ore ha scritto che negli ultimi giorni su questo decreto c’è stato un confronto tra il governo e la presidenza della Repubblica, che avrebbe spinto a rivedere alcuni passaggi del testo.