L’Iran ha convocato l’ambasciatrice italiana per la proposta del governo di classificare i Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica

Il governo iraniano ha convocato l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per protestare contro alcune dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha detto che proporrà all’Unione Europea di classificare come organizzazione terroristica i Guardiani della rivoluzione, la più potente forza armata dell’Iran. Tajani intende presentare la proposta a un incontro dei ministri degli Esteri dell’Unione previsto per giovedì, e l’ha motivata con la durissima repressione delle proteste di gennaio in Iran, in cui sono state uccise migliaia di persone, con massacri e una brutalità senza precedenti. I Guardiani della rivoluzione (anche chiamati pasdaran, dal loro nome in farsi) sono il più importante dei corpi impegnati nella repressione, assieme alle milizie di volontari e alla polizia regolare, e i loro dirigenti dettano la linea anche agli altri.
La convocazione di un ambasciatore o di un’ambasciatrice di un paese estero ha varie ragioni: in casi come questi serve a esprimere disappunto, o a chiedere spiegazioni, riguardo ad azioni considerate ostili. Amadei è stata convocata da Alireza Yousefi, funzionario che per il ministero degli Esteri iraniano si occupa di Europa occidentale: secondo il governo iraniano quelle di Tajani sono «dichiarazioni irresponsabili», rivolte a quella che l’Iran considera una forza ufficiale del proprio apparato di sicurezza interna.
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