L’accordo di libero scambio tra India e Unione Europea, dopo 20 anni di negoziati
È stato annunciato oggi: c'entra anche Donald Trump

Unione Europea e India hanno annunciato martedì mattina di avere infine fatto un accordo di libero scambio dopo vent’anni di negoziati: i dettagli devono essere ancora decisi, e ulteriori trattative si svolgeranno nei prossimi mesi tra Commissione Europea e governo indiano. Si sa già però che l’India ridurrà i dazi sull’importazione di diversi beni europei, tra cui automobili, macchinari industriali, e alcuni prodotti agricoli. L’Unione Europea in cambio renderà più facili le importazioni di prodotti farmaceutici e prodotti tessili indiani. India e Unione Europea dovrebbero anche rafforzare la cooperazione nell’ambito della difesa.
Come detto, i negoziati tra le due parti andavano avanti da due decenni ma hanno subìto un’accelerata da quando il presidente statunitense Donald Trump ha cominciato a usare (o a minacciare di usare) i dazi come strumenti politici per ottenere concessioni di vario tipo dagli altri governi.
La Commissione Europea ha definito l’accordo con l’India «la madre di tutti gli accordi di libero scambio», per sottolineare quanto sia rilevante per l’Unione. L’accordo è importante anche per l’India, perché permette di avere relazioni commerciali più stabili senza dipendere eccessivamente dagli Stati Uniti o dalla Cina.
Negli ultimi mesi l’Unione Europea si era mossa anche in altre direzioni. A inizio gennaio aveva approvato un altro importante accordo di libero scambio con quattro paesi che fanno parte del Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay (l’approvazione definitiva però non c’è ancora). La Commissione sta negoziando anche accordi commerciali con gli Emirati Arabi Uniti, con le Filippine e con l’Australia.



