Il tribunale di Roma ha annullato la multa del Garante della privacy alla RAI per l’audio privato di Sangiuliano trasmesso da Report

Il giornalista Sigfrido Ranucci nello studio della trasmissione Report (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Il giornalista Sigfrido Ranucci nello studio della trasmissione Report (Mauro Scrobogna/LaPresse)

Il tribunale di Roma ha annullato la multa di 150mila euro che il Garante della privacy aveva fatto alla Rai per un contenuto della trasmissione di Rai3 Report, che alla fine del 2024 aveva diffuso un audio privato inviato dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano alla moglie Federica Corsini. Ne ha dato notizia in un post il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Nell’audio Sangiuliano confessava la relazione avuta con Maria Rosaria Boccia: il rapporto fra i due era al centro dello scandalo che aveva poi portato alle dimissioni di Sangiuliano da ministro, nel settembre del 2024. Ranucci dice che il tribunale ha stabilito che la trasmissione dell’audio era di interesse pubblico, dunque legittima.

Secondo il Garante invece la trasmissione aveva violato il GDPR (la normativa europea in materia di privacy), il Codice della privacy italiano e le regole deontologiche giornalistiche relative alla diffusione di dati personali. Oltre alla questione sostanziale secondo il tribunale c’era anche un problema di forma, perché il Garante avrebbe dato la multa oltre il tempo previsto dalla legge: l’audio era stato diffuso a dicembre del 2024, e la multa era arrivata a ottobre del 2025, quasi un anno dopo.

La multa aveva dato inizio a una serie di accuse reciproche tra il Garante e Report. La trasmissione aveva poi mandato in onda alcuni servizi in cui metteva in dubbio l’indipendenza del Garante, e che hanno infine anche portato a un’indagine della procura di Roma sulle sue attività e quelle dei suoi membri, indagati per corruzione e peculato.

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