Il governo italiano ha detto che l’ambasciatore in Svizzera potrà rientrare solo se ci sarà collaborazione nelle indagini su Crans-Montana

Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in Svizzera, negli studi Rai del programma televisivo "Cinque Minuti", Roma, 26 gennaio 2026 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in Svizzera, negli studi Rai del programma televisivo "Cinque Minuti", Roma, 26 gennaio 2026 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Il governo italiano ha detto che l’ambasciatore d’Italia in Svizzera non rientrerà fin quando non verrà avviata una «effettiva collaborazione» tra le autorità giudiziarie di Italia e Svizzera e creata una «squadra investigativa comune» per le indagini sull’incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove a Capodanno sono morte 40 persone (di cui 6 erano italiane). L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado era stato richiamato a Roma sabato, come gesto di protesta contro la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, uno dei due proprietari del locale, che si trovava in custodia cautelare per pericolo di fuga. L’altra proprietaria, la moglie di Moretti, Jessica Maric, è indagata per gli stessi reati ma non era stata incarcerata.

Richiamare l’ambasciatore è considerato un segnale di forte contrasto in diplomazia; farlo in un caso come questo è del tutto irrituale. La scarcerazione di Moretti non era stata una decisione politica, ma giudiziaria: dato che in Svizzera la magistratura è indipendente, il governo non potrebbe anche volendo avere alcun impatto su quanto viene deciso in tribunale. Peraltro lo stesso giudice che aveva permesso la liberazione di Moretti aveva previsto un’altra serie di obblighi per scongiurarne l’eventuale fuga.