Il cessate il fuoco tra governo siriano e combattenti curdi è stato esteso di 15 giorni

Combattenti delle SDF a Hassakeh, nell'ultima provincia del nord-est della Siria che controllano, il 24 gennaio
Combattenti delle SDF a Hassakeh, nell'ultima provincia del nord-est della Siria che controllano, il 24 gennaio (AP Photo/Baderkhan Ahmad)

Il cessate il fuoco tra il governo siriano e i combattenti curdi delle Forze democratiche siriane (SDF nel più noto acronimo inglese) è stato esteso di 15 giorni, alcune ore dopo che sabato era scaduto. Era cominciato martedì, con una durata di quattro giorni, e da allora c’erano stati scontri attorno alle prigioni dei detenuti dell’ISIS: i curdi, che le hanno controllate finora, si sono impegnati a trasferirle al governo siriano e si sono ritirati, nei casi più recenti in modo ordinato. Il governo siriano ha motivato l’estensione proprio con la necessità di consentire il trasferimento in Iraq, gestito dagli Stati Uniti, di 7mila detenuti dell’ISIS dalle prigioni.

L’accordo alla base del cessate il fuoco ha termini che di fatto sono una resa dei curdi, che negli scorsi giorni avevano più volte accusato l’esercito di averlo violato e ormai controllano la sola provincia di Hassakeh, mentre le altre sono state occupate dalle forze governative.

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