Nelle inchieste sull’urbanistica a Milano è stato revocato il sequestro di un palazzo, in un caso un po’ diverso dagli altri

Il cantiere del progetto Unico-Brera sequestrato a Milano, in una foto dell'11 dicembre
Il cantiere del progetto Unico-Brera sequestrato a Milano, in una foto dell'11 dicembre (ANSA/ANDREA FASANI)

Il tribunale del riesame di Milano, l’organo che si occupa di validare o annullare le misure cautelari, ha revocato il sequestro del cantiere di un edificio nella zona di Brera, una delle più centrali e note di Milano, che era stato disposto dalla procura a dicembre nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’urbanistica in città. L’inchiesta si basa sull’ipotesi investigativa che esista un sistema (che coinvolgerebbe da funzionari del comune a progettisti privati e costruttori) che avrebbe favorito in vari modi la concessione di permessi edilizi impropri per fare speculazione attraverso grandi progetti immobiliari.

Quello del palazzo in zona Brera era stato l’ennesimo sequestro dell’inchiesta ma era in realtà diverso dai precedenti, perché in questo caso la procedura di approvazione del progetto era già stata ritenuta legittima da due sentenze, nel 2021 e nel 2022, da parte del tribunale amministrativo regionale (TAR) e del Consiglio di Stato.

Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della difesa, che si fondava appunto sulle sentenze precedenti (le motivazioni saranno diffuse nelle prossime settimane). La procura, che ha accusato 27 persone di non aver rispettato le regole urbanistiche e di non avere i permessi necessari, potrà comunque decidere di fare ricorso in Cassazione contro l’annullamento del sequestro. Il progetto si chiama Unico-Brera, è proposto dai costruttori Carlo e Stefano Rusconi, ed è formato da due palazzi rispettivamente di 11 e 4 piani, con all’interno 27 appartamenti. Il cantiere è quasi finito.

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