Gli Stati Uniti hanno attaccato un’imbarcazione di presunti narcotrafficanti per la prima volta dopo la cattura di Maduro

Le forze armate statunitensi hanno fatto sapere di aver attaccato nell’oceano Pacifico orientale un’imbarcazione ritenuta coinvolta nel contrabbando di droga verso gli Stati Uniti, uccidendo due delle tre persone che erano a bordo: è il primo attacco di questo genere di cui si ha notizia dalla cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro a inizio gennaio, ma è l’ennesimo compiuto dagli Stati Uniti negli ultimi mesi in quella zona (tra il Pacifico orientale e il mar dei Caraibi, al largo del Venezuela).
Da inizio settembre gli Stati Uniti hanno attaccato molte imbarcazioni venezuelane (si ha notizia di 36, compresa questa), uccidendo almeno 125 persone, sostenendo che lo scopo sia contrastare il narcotraffico. È la stessa motivazione usata inizialmente per giustificare la cattura di Maduro – che nel processo a suo carico dovrà rispondere anche dell’accusa di contrabbando internazionale di droga – anche se le reali motivazioni hanno soprattutto a che fare con gli interessi economici statunitensi nella gestione del petrolio venezuelano (obiettivo di cui comunque il presidente Donald Trump non ha fatto mistero).


