L’esercito ugandese ha detto che dopo le elezioni del 15 gennaio ha ucciso 30 oppositori politici e ha arrestato 2mila persone

Venerdì il capo dell’esercito dell’Uganda, Muhoozi Kainerugaba, ha scritto in diversi post su X che l’esercito ha ucciso 30 persone appartenenti al principale partito d’opposizione, la Piattaforma di Unità Nazionale (NUP), e ne ha arrestate altre 2mila. Dopo il voto c’erano state varie proteste per denunciare brogli e irregolarità. Il 15 gennaio alle elezioni presidenziali e parlamentari aveva vinto il presidente in carica, Yoweri Museveni, che governa dal 1986. Kainerugaba è suo figlio.
È difficile avere informazioni dall’Uganda, perché dal 13 gennaio il governo ha bloccato internet in tutto il paese. Già nelle scorse elezioni c’erano state violenze contro l’opposizione da parte del governo, e anche durante la campagna elettorale la polizia aveva attaccato comizi dell’opposizione.
Da qualche giorno non si hanno notizie del principale candidato alle elezioni contro Museveni, il leader della NUP Robert Kyagulanyi Ssentamu, più noto come Bobi Wine. Mercoledì, in un’intervista all’agenzia AFP, aveva detto che si stava nascondendo in un luogo sicuro dopo essere fuggito da un tentativo di arresto. Un importante esponente del suo partito, il deputato Muwanga Kivumbi, è stato arrestato giovedì.
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