L’Unione Europea è [inserire avverbio] preoccupata
Le formule ripetitive con cui reagisce all’attualità internazionale sono diventate un meme, anche grazie a una pagina su X che le accumula

Recentemente l’account ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato un post che sfotte la comunicazione paludata tipica dell’Unione Europea: mostra Donald Trump di spalle e una finestra oltre cui si vede una mappa della Groenlandia. La didascalia invita a monitorare la situazione, con la formula abituale dei comunicati delle istituzioni europee quando nel mondo c’è una crisi di qualche tipo, a prescindere dal tipo.
In questo caso, lo staff di Trump alludeva alle sue mire sulla Groenlandia e al fatto che l’Unione sarebbe rimasta a guardare. Il tono assai formale, ma tutto sommato vuoto, con cui spesso i leader delle istituzioni e dei paesi europei reagiscono all’attualità è diventato una specie di simbolo dell’inefficacia dell’Unione, specie nei discorsi online: perché ai comunicati non seguono azioni concrete.
Se le risposte, che spesso sembrano prefabbricate, sono un genere noto non solo agli addetti ai lavori si deve anche alla pagina su X che le raccoglie, e che le ha rese un meme. Esiste dal 2014 e si chiama Is EU Concerned?, cioè “l’Unione Europea è preoccupata?”. È una domanda sarcastica, la risposta è praticamente sempre sì, ma la pagina riposta le dichiarazioni isolando gli aggettivi o le parole che accompagnano questa formula, e contrastano con la gravità della situazione.
Il senso è che l’Unione si limita a preoccuparsi – secondo varie sfumature lessicali: molto, profondamente, seriamente, gravemente, e così via – ma poi finisce lì.
Non è successo solo sulla Groenlandia, ma anche per altri eventi recenti, come per la repressione senza precedenti delle proteste in Iran o, prima, la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. In questi casi la risposta europea è sembrata iniziare e finire coi comunicati.
Il caso del Venezuela è stato molto commentato, anche perché il giorno dopo l’operazione statunitense sui profili della Commissione Europea era uscito un post, probabilmente già programmato e non cancellato, che parlava del ritorno dalle vacanze e della possibilità di ottenere rimborsi in caso di voli o treni cancellati grazie alla legislazione europea a tutela dei consumatori.
Il post aveva dato l’idea che la Commissione fosse fuori dal mondo, un po’ come i comunicati ripresi da Is EU Concerned?. La pagina ha successo perché segnala un meccanismo ricorrente, ma anche una cosa oggettiva: la difficoltà dell’Unione Europea di essere rilevante e di farsi ascoltare come interlocutore globale, e in generale di rispondere alle mosse di Trump che spesso l’hanno presa alla sprovvista o proprio esclusa.
«Parte della frustrazione deriva dai limiti istituzionali strutturali dell’Unione», spiega l’analista Jacob Funk Kirkegaard del think tank Bruegel. Secondo Kirkegaard, il meme è «un po’ ingiusto» perché l’Unione non ha veri poteri su molte delle questioni di politica estera su cui ci si aspetta un suo intervento e risente delle divisioni tra gli stati membri.
Oltre a prenderci su questo lato, per così dire, istituzionale, Is EU Concerned? ha funzionato anche per ragioni specifiche legate ai social. Giulia Giorgi, ricercatrice di Sociologia culturale dell’Università di Milano, spiega che con la sua ripetitività la pagina ha creato una specie di template: «Smaschera la vacuità di queste parole: un gergo molto, diciamo così, standardizzato e risaputo».
In particolare quella della preoccupazione è «una locuzione usata quando si vuole esprimere empatia, ma quello che si sta dicendo veramente è “non ce ne frega nulla”». Per dare un’idea del messaggio che passa, Giorgi paragona i comunicati ripresi dalla pagina a una chiesa che dice di pregare per fare finire le guerre.
Questo discorso si innesta su altri meme, come quello qui sotto, dove l’Unione è raccontata come un blocco più debole degli altri, preso da preoccupazioni tutto sommato secondarie, e incapace di innovare, in un mondo in cui gli equilibri si basano sempre di più sulla forza.
”America and China have AI programs but the EU has plastic bottles”
byu/Knownoname98 interriblefacebookmemes
Fabio Mauri aggiunge che un’altra ragione dell’efficacia di Is EU Concerned? è il suo estremo minimalismo. Mauri è un’autorità in materia: è il creatore di DG Meme, una delle più note pagine di meme sull’Unione Europea.
Il linguaggio in cui sono scritti i post originali, quelli di leader e funzionari, avrebbe anche una sua ragione perché è quello della diplomazia, in cui le sfumature di significato sono rilevanti: per esempio un incontro «franco» è un incontro andato male. È però anche un linguaggio che non è adatto al pubblico, o ai social. Mauri spiega che è «la negazione della comunicazione: sai già cosa dice il tweet e non c’è bisogno di leggerlo».
Ci sono anche esempi positivi, nella comunicazione sui social delle istituzioni europee, pur con un certo ritardo. Mauri cita il profilo French Response, aperto dal ministero degli Esteri francese, che spesso risponde ai propagandisti russi. «Ci dà speranza che magari, lentamente, le cose possano cambiare anche nei linguaggi ufficiali. Poi, è chiaro, sembra di essere ancora a livelli da Prima guerra mondiale».
– Ascolta anche Wilson: Il mondo non lo cambiano i comunicati



