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  • Giovedì 22 gennaio 2026

La storia del quattordicenne veronese trovato a Milano dopo giorni di ricerche

Non si avevano notizie di lui dal 12 gennaio; molti aspetti della vicenda sono ancora poco chiari

Il poliambulatorio dove è stato ritrovato il 14enne di San Giovanni Lupatoto, Verona, scomparso il 12 gennaio. Milano, 21 gennaio 2026 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
Il poliambulatorio dove è stato ritrovato il 14enne di San Giovanni Lupatoto, Verona, scomparso il 12 gennaio. Milano, 21 gennaio 2026 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Mercoledì 21 gennaio, dopo nove giorni di assenza da casa durante i quali non si avevano più sue notizie, un quattordicenne residente a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, è stato trovato a Milano. Ieri il ragazzo si era rivolto alla Casa di Comunità Livigno, alla periferia nord di Milano: un dipendente della struttura, trovandosi di fronte un minore non accompagnato, aveva avvisato la polizia che, dopo averlo riconosciuto, l’aveva portato in questura dove nel pomeriggio era stato raggiunto dalla madre. Nei nove giorni in cui sembrava scomparso si era parlato molto del suo caso sui giornali.

Serafina Di Vuolo, dirigente dell’ufficio Prevenzione generale della questura di Milano, ha detto che il ragazzo è stato ascoltato alla presenza di uno psicologo e che è stato sottoposto ad accertamenti sanitari «che non hanno restituito elementi particolari». Sulla ricostruzione dei suoi giorni trascorsi lontano da casa non ci sono, per ora, molte notizie.

Il ragazzo è al primo anno di una scuola professionale di Verona. Era scomparso il 12 gennaio. Era uscito di casa alle 6:45, come ogni mattina, dicendo che avrebbe preso l’autobus per andare a scuola. L’ultima persona ad averlo visto era stata una ex compagna della scuola media: l’aveva incontrato poco prima delle 8:00 nella principale stazione della città, Porta Nuova, e aveva avuto un breve scambio con lui durante il quale il ragazzo le aveva detto che stava andando a trovare degli amici a Milano. Alcuni giornali, locali e nazionali, scrivono anche che l’ultimo messaggio mandato dal ragazzo agli amici prima di allontanarsi era stato: «Vado a Milano, quindi in Svizzera a fare i soldi facili».

Alle 8:30 il suo cellulare risultava spento, ma le videocamere della stazione di Milano Centrale lo avevano ripreso alle 9:50. Il suo telefono era stato poi agganciato da alcune celle telefoniche di Milano, per due volte. Alle 16:47 e alle 18:46, in centro. Il cellulare era tornato attivo nel pomeriggio di mercoledì 14 quando il ragazzo aveva condiviso su TikTok dei video postati da alcuni amici. In serata aveva poi risposto alla richiesta di amicizia di un amico sui social. Il primo avvistamento era stato segnalato da una donna che lo aveva notato «insieme ad altri ragazzini, tutti trasandati», sul tram numero 19, giovedì 15, alle ore 20:00, in zona Largo Augusto a Milano. Martedì 20, alle ore 14, era stato fermato in un supermercato dagli addetti alla sicurezza perché aveva rubato uno zaino e lo aveva riempito di cose da mangiare tentando poi di superare la cassa senza pagare. Era stato lasciato andare, ma poco dopo il personale del supermercato aveva allertato le forze dell’ordine ipotizzando che fosse proprio il ragazzo che stavano cercando.

Quando è stato trovato, il ragazzo non aveva con sé il suo telefono, nel frattempo ritrovato in una palazzina in zona San Siro dove c’era un uomo senza fissa dimora di 32 anni che lo stava usando, ma con una scheda SIM diversa. Al momento del ritrovamento il ragazzo non aveva con sé nemmeno il suo zaino e le scarpe nuove con cui era uscito di casa. Per il resto l’abbigliamento era lo stesso del giorno della scomparsa. Il comandante dei carabinieri di Verona, Claudio Papagno, ha detto che il 14enne, prima di allontanarsi, aveva fatto delle ricerche su Internet dal computer di casa, che era stato sequestrato, «su come evitare che il suo telefonino venisse eventualmente rintracciato e su come creare degli account Google falsi».

Si tratterà ora di capire che cosa sia successo, se il suo allontanamento sia stato un atto volontario e se qualcuno l’abbia ospitato e aiutato a eludere le ricerche. Secondo i giornali locali, dopo il ritrovamento il ragazzo ha detto di essere sempre stato da solo, di essersi spostato a Milano utilizzando autobus e mezzi di superficie e di aver dormito dove capitava.