Nei film degli Oscar si parla sempre meno inglese
Quest'anno 7 film non statunitensi si sono spartiti 14 candidature, ma è una storia cominciata anni fa

Quest’anno 14 candidature agli Oscar, molte delle quali nelle categorie principali, sono andate a film non statunitensi e non in lingua inglese, per un totale di sette film coinvolti. L’anno scorso le candidature complessive erano state le stesse, ma erano spartite tra quattro film (principalmente tra Emilia Perez e Io sono ancora qui). È una quantità e una varietà in crescita almeno dal 2020, quando vinse il premio per il miglior film il sudcoreano Parasite, e che è frutto di un cambiamento sia nel cinema americano sia negli Oscar.
Film “stranieri” hanno sempre partecipato e vinto agli Oscar anche fuori dalla categoria del Miglior film internazionale (una volta chiamata Miglior film straniero). I film italiani hanno vinto molte volte (Divorzio all’italiana vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura, La vita è bella quello per il miglior attore e miglior colonna sonora), così come altri paesi (Pedro Almodovar vinse il premio per la miglior sceneggiatura nel 2003 con Parla con lei), ma si è sempre trattato di casi isolati.
Quest’anno Sentimental Value (Norvegia), Sirat (Spagna), Un semplice incidente (prodotto con soldi francesi ma ambientato e girato in Iran da un regista iraniano) e L’agente segreto (Brasile) avranno nel complesso almeno una nomination nelle categorie più importanti. Sentimental Value ha due candidate come migliori attrici non protagoniste. In più ci sono il film giapponese Kokuho, il cartone francese La piccola Amélie e il film norvegese The Ugly Stepsister che hanno candidature in alcune categorie tecniche.
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«Hollywood ha smesso di fare film per adulti, tolte alcune eccezioni. Questo ha lasciato un grande spazio per gli europei, che invece fanno solo film per adulti», l’ha detto recentemente Scott Roxborough, il corrispondente dall’Europa per una delle due più importanti testate di cinema americane, Hollywood Reporter. Roxborough parlava una settimana fa, dopo la premiazione degli European Film Awards, i principali premi non festivalieri europei, da cui quest’anno Sentimental Value è uscito come grande vincitore. Era chiaro già a quel punto che quel film sarebbe stato uno di quelli più candidati agli Oscar e, nonostante il più candidato sia I peccatori (con 16 candidature, un record), le nove di Sentimental Value sono tantissime.
Negli Stati Uniti, insomma, i film con un livello di budget e delle ambizioni che li renderebbero buoni per gli Oscar sono sempre più leggeri, poco impegnativi, semplici nel contenuto e nel modo di trattare i temi, o proprio di pura evasione e intrattenimento. Ma è solo una delle ragioni per le quali i film dal resto del mondo hanno cominciato a entrare negli Oscar. L’alleggerimento del cinema hollywoodiano era vero già dieci o quindici anni fa, quando il vuoto lasciato da quei film l’avevano riempito quelli indipendenti statunitensi, in certi casi anche piccolissimi come fu Nomadland (vincitore di diversi Oscar nel 2021, ma visto da pochissimi spettatori).
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Ciò che è cambiato, almeno dal 2015 a oggi e molto gradualmente, è stata la composizione di chi vota per gli Oscar. Il premio è da sempre deciso dai membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un’associazione che conta più di 10.000 associati. L’accesso di nuovi membri è deciso da appositi comitati interni ai vari settori in cui è divisa l’Academy e dalla sua dirigenza, e per essere presi in considerazione bisogna essere proposti da almeno due membri dell’organizzazione o essere stati candidati a un Oscar. A partire dal 2015 questi inviti sono stati sempre più diretti a persone non statunitensi, in risposta alle accuse di scarsa diversità dell’Academy. Fino a quel punto era noto che i votanti fossero nella gran parte dei casi maschi, bianchi e anziani (e attori o attrici, perché hanno quattro categorie a loro dedicate). Cioè la categoria di persone più candidata per decenni. Allargare il bacino ai non americani è stata una delle maniere per cambiare la composizione.
Questo ha portato da subito a un numero maggiore di film dal resto del mondo nelle diverse categorie e questo a cascata ha aumentato i membri stranieri (perché chi è candidato diventa membro). Solo nel 2025, delle persone invitate a far parte dell’associazione il 55% non era residente negli Stati Uniti, e in totale si stima che oggi più del 25% dei membri sia non statunitense.
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Significa che un quarto dei voti viene da persone che probabilmente hanno visto più film europei che film americani nel corso dell’anno e che, se coalizzano le preferenze intorno a un numero ristretto di film, possono fare la differenza. Per questo la grande vittoria di Sentimental Value agli European Film Awards aveva fatto capire che ci sarebbero state anche molte candidature agli Oscar. Alla stessa maniera è probabile che i molti membri del Sud America abbiano concentrato i loro voti intorno al film brasiliano L’agente segreto fino a farlo entrare in tre categorie (più quella di miglior film internazionale). Senza contare, poi, che ci sono anche molti votanti nordamericani che per diverse ragioni possono votare film non hollywoodiani.



