A Kiev migliaia di case sono rimaste senza riscaldamento per via di un attacco russo

La sponda sinistra della città di Kiev, di costruzione più recente rispetto a quella destra, il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
La sponda sinistra della città di Kiev, di costruzione più recente rispetto a quella destra, il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Nella notte fra lunedì e martedì un attacco russo ha interrotto la fornitura di acqua, e quindi anche il riscaldamento, a 5.635 case a Kiev, dove in giornata sono previste temperature fra i -8 e i -16 °C. È il secondo grosso attacco di questo tipo a gennaio, dopo che uno simile il 9 aveva tolto il riscaldamento a circa 6mila palazzi. Molti di quelli sono di nuovo senza riscaldamento oggi.

Inoltre sono state disconnesse alcune sottostazioni elettriche collegate ad altrettante centrali nucleari: gli impianti hanno continuato a funzionare ma le autorità ucraine hanno ordinato dei blackout controllati per stabilizzare la rete elettrica ed evitare ulteriori danni. L’attacco ha anche ferito una persona in città e ne ha uccisa un’altra nella regione circostante, mentre due persone sono state ferite nella città di Dnipro, più a sud-est.

I ripetuti attacchi russi hanno ormai reso inutilizzabili molte delle centrali elettriche non nucleari dell’Ucraina. Il 14 gennaio il presidente Volodymyr Zelensky ha proclamato uno stato di emergenza nazionale per l’elettricità.